Roma, festini in hotel: "Quel politico sono io" E Mele lascia l'Udc

Una "squillo" si è sentita male sabato sera all'hotel Flora, forse per la cocaina. Cosimo Mele: "La cosa più difficile è stato dirlo a mia moglie. Non ho visto sostanze stupefacenti". Aveva firmato la richiesta di test antidroga ai deputati 

Roma - Prima l’annuncio: «Quel parlamentare sono io». Poco dopo, le dimissioni dal partito. Cosimo Mele, 50 anni, deputato dell’Udc, è il parlamentare che ha trascorso la notte all’hotel Flora di Roma con due ragazze, una poi ricoverata per un malore. Sono le 20 e 45 di domenica sera. Dopo 36 ore di caccia all’identikit, il deputato centrista decide di fare outing con l'Ansa «per evitare speculazioni politiche a danno del partito», dice. «Quel parlamentare sono io,ma droga non ne ho vista e la signora mi era stata presentata quella sera a cena da amici». La “signora“ è la squillo finita all'ospedale San Giacomo sabato mattina per overdose, dopo una notte brava all'hotel Flora, un luogo e un mito della «Dolce Vita» di Fellini. Forte l’imbarazzo nell’Udc, particolarmente ora che Pier Ferdinando Casini è impegnato per i test antidroga sui parlamentari.

L'autodenuncia di Mele arriva dopo una giornata segnata da un tam tam senza tregua. Durante il pomeriggio alcuni esponenti politici avevano invitato il collega a farsi avanti. «È doveroso che venga fuori il nome del parlamentare che accompagnava le due signorine», esortava la senatrice di Fi Maria Burani Procaccini. «Chi si droga non può legiferare», aggiungeva Luca Volontè, capogruppo dell’Udc a Montecitorio. In serata la rivelazione, probabilmente dopo una lunga e burrascosa consultazione con i vertici del suo partito. «Di droga non ne ho visto nemmeno l’ombra», racconta in serata Mele, che tiene a «scusarsi solo con una persona: mia moglie. E la mia famiglia, vere vittime di questo episodio. La cosa più difficile è stata dirlo a loro». Il deputato pugliese spiega che quella di venerdì «è stata e sarà sempre permeun’avventuretta di una sera. Non sapevo nemmenoche quella signora facesse quel tipo di prestazioni, è stata per me una cosa strana e insolita». Al suo primomandato, negli archivi dell’informazione politica è ricordato per dichiarazioni sulla necessità di difendere «la nostra identità cristiana». È anche cofirmatario della proposta di legge per la pubblicità sull’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte dei parlamentari.

Mele ha deciso di dimettersi dall’Udc «per evitare speculazioni politiche che danneggino il partito». Si dimetterà dalla carica parlamentare? «Io rispondo al mio partito. Al mio segretario ho offerto le mie dimissioni, se saranno necessarie». E insiste: «La signora l’ho conosciuta a cena e non sapevo fosse una prostituta ». Mele tiene a sottolineare che lui era in compagnia di una sola ragazza, «la seconda l’ha chiamata l’altra a un certo punto della serata, poi se n’è andata ». Ma la vicenda non è del tutto chiara. Fin troppo chiaro invece, è il forte imbarazzo nell’Udc, che vede così colpiti proprio i valori che più propugna e difende.