Alla Roma fischiano le orecchie

«Il piede mi fa ancora male ma non volevo lasciare sola la squadra». Non voleva e non poteva. Francesco Totti, infatti, aveva l’obiettivo di «chiudere il 2007 nel migliore dei modi» e la partita contro la Sampdoria gli ha fornito l’occasione giusta per riportare al successo la Roma e, allo stesso tempo, tornare a festeggiare per un gol. Anzi, due. Un cucchiaio dagli 11 metri, suo marchio di fabbrica, e un destro facile facile a due passi dalla porta. Con le due reti realizzate ai doriani Totti ha chiuso un anno fantastico, in cui ha vinto con la Roma una coppa Italia e una Supercoppa italiana ai danni della corazzata Inter e, a livello personale, la Scarpa d’Oro come miglior cannoniere europeo. In questa prima parte della stagione, poi, in cui è stato a lungo fermo a causa dell’infortunio al piede destro, ha già collezionato 10 reti che lo hanno portato a 160 totali in serie A. Numeri da primo della classe.
Con il rientro in campo del numero 10 giallorosso, però, oltre ai tre punti non è arrivato quel tanto sospirato cambio di passo della squadra di Luciano Spalletti. La Roma, infatti, anche con la Sampdoria è cascata nel difetto di guardarsi allo specchio, come ha ricordato il suo allenatore, senza chiudere la partita. L’ultima volta era capitato con l’Udinese e anche allora, la superiorità numerica non fu sfruttata a dovere. Spalletti non si è nascosto nel dopo-gara, sottolineando ancora una volta che «bisogna farla finita con l’estetica a tutti i costi, dobbiamo imparare a essere più concreti».
Lo pensano anche i tifosi, che non hanno risparmiato i fischi ad alcuni giocatori e alla squadra in generale. «Mi è dispiaciuto parecchio sentire quei fischi - ha ammesso Perrotta nel dopogara - ne abbiamo parlato nello spogliatoio con i compagni». E infatti anche De Rossi non li ha digeriti: «I tifosi ci seguono ovunque, ma stavolta hanno sbagliato».
Chi, invece, sembra non sbagliare mai è l’Inter di Roberto Mancini. L’illusione della Roma di arrivare a -4 dai nerazzurri è durata appena 18 minuti (il tempo trascorso dal vantaggio di Pirlo al pareggio di Cruz) e, forse, con il vantaggio di Cambiasso, lo stesso De Rossi deve avere ripensato a quelle parole dette a caldo dopo il pareggio di Livorno: «È frustrante cercare di stare dietro all’Inter». Sante parole che, alla luce della strapotere dimostrato dal gruppo di Mancini, fanno pensare a un bis del campionato vinto a mani basse nella scorsa stagione. L’anno nuovo, però, è alle porte e quindi è tempo di esprimere alcuni desideri. Totti ne ha uno ben chiaro in mente: «Spero in un anno come questo, con qualche altra vittoria». Inter e Real Madrid sono avvertite, il capitano della Roma è tornato per segnare e sognare.