Roma, la formazione anti-Arsenal è ancora un rebus

Appare difficile al tifoso comprendere come sia possibile che la Roma arrivi alla partita della stagione senza sapere chi mandare in campo. E la cosa diventa ancor più incomprensibile se solo si pensa al fatto che, alla sfida in stile «vincere o morire» di domani sera in programma all’Olimpico contro l’Arsenal la squadra giallorossa ci arrivi non solo con i giocatori contati, ma anche con i nervi a fior di pelle, visto e considerato che, per squalifica, mancherà il giocatore-emblema del momento, Daniele De Rossi (fra l’altro espulso anche sabato pomeriggio nel secondo tempo della sfida con l’Udinese).
Ostilità arbitrali a parte (magari la teoria del «ce l’hanno con la Roma» in parte può essere vicina alla realtà; ma non riguarderà certo il signor Manuel Mejuto Gonzalez, fischietto spagnolo designato per la sfida), rimane in piedi una sostanziale verità: quelli che non vengono fermati dal giudice sportivo sono tutti acciaccati. Al punto che ormai ci si chiede, fra amici, se è arrivata la telefonata di un preoccupatissimo Spalletti pronto a chiamare il vicino di pianerottolo pur di contrapporre ai «gunners» almeno undici uomini. Autoironia di un popolo - quello romanista - abituato ormai a tutto. La conta degli indisponibili è presto fatta, sono tre: Cassetti, Perrotta e Cicinho, con quest’ultimo che, operato ieri pomeriggio al ginocchio, potrà tornare utile alla causa a settempre. Dunque, in quattro (loro tre più lo squalificato De Rossi) non verranno convocati. Poi ci sono tre dubbi, uno più preoccupante dell’altro, legati alla possibilità di vedere in campo Aquilani, Totti e Pizarro. Il primo ieri è tornato ad allenarsi col gruppo, anche se fino a domenica ancora indossava le scarpe da ginnastica. Un segno tangibile dell’impossibilità dell’atleta di forzare l’addestramento. Lo stesso segno che ha contraddistinto i 30 minuti dell’allenamento di Francesco Totti, osservato da Vito Scala (che comunque ha mostrato fiducia sottolineando che «Sono ottimista perché conosco Francesco e sono sicuro che stringerà i denti e andrà in campo, mercoledì sera»), che ha svolto solo lavoro atletico. Senza - purtroppo - dare un calcio al pallone. Come loro Mirko Vucinic, che ha fatto un po’ di corsa leggera. Un punto interrogativo la situazione legata a Pizarro. Sabato è uscito dal campo addirittura in anticipo rispetto alla sostituzione tanto era il dolore che provava, mentre in tribuna stampa qualcuno già ipotizzava tre settimane di stop, poi confermate poche ore dopo pure dai salotti televisivi. Adesso - secondo radio Trigoria - potrebbe andare in panchina ed essere rischiato in caso di necessità. Ne deriva che, se non accadranno cataclismi, giocherà Doni (acciaccato pure lui) fra i pali, mentre la linea a 4 di difesa sarà formata da Motta, Mexes, Juan e Riise; Aquilani dovrebbe affiancare Taddei e Baptista a centrocampo, Totti dovrebbe fare altrettanto in attacco con Vucinic. L’unica alternativa è Brighi: se «Aquila» non ce la fa prende il suo posto; se a dare forfait è il capitano, Baptista avanza e il professorino andrà a fare il pendolo di centrocampo.