A Roma i dentisti corrono con l’ambulanza per far sorridere i poveri e gli emarginati

Gli angeli su ruote indossano tutti il camice bianco e si muovono a bordo di uno studio dentistico viaggiante. Arrivano da chi soffre o non si può muovere, nei campi rom come nelle carceri, nei centri di accoglienza come nelle case degli invalidi. E lì restituiscono il sorriso a chi lo ha perso per strada, dando un pizzico di pace agli emarginati. Lo fanno per merito di una bella, semplice e insieme grandiosa idea, quella venuta a Mauro Orefici, presidente della Simo, la Società italiana di maxillo odontostomatologia. È stato lui, nel 2004, a pensare che il modo migliore per aiutare chi ha bisogno di cure odontoiatriche, e appartiene alla categoria delle fasce cosiddette deboli, sia quello di portare l'ospedale direttamente al loro domicilio. Si è inventato le attrezzatissime «odontoambulanze», l'odontovan, addirittura una «odontomoto» in grado di muoversi agilmente all'interno dei centri storici ed ha iniziato la sperimentazione del servizio nel Lazio. Il successo e i consensi sono stati tali che la Regione, nel maggio del 2007, ha trasformato il progetto dell'associazione in un'unità operativa di servizio pubblico, unica nel suo genere in Italia. Che oggi, infatti, funziona all'interno dell'ospedale monospecialistico di chirurgia odontoiatrica e maxillo facciale George Eastman di Roma ed è attivabile con un fax (il numero è 06-84483363) con la richiesta del proprio medico curante.
«L'impatto dal punto di vista socio-sanitario è forte - spiega Orefici, che dell'unità operativa domiciliare è il direttore - perché, oltre ad aiutare queste persone, diamo grande sollievo ai loro familiari. Ci siamo occupati di casi molto delicati, per esempio di pazienti che vivono in un polmone d'acciaio o che presentano malformazioni di cui avevamo letto soltanto nei libri. Il merito, però, non è solo nostro, ma va condiviso con Carlo Saponetti, direttore generale della Asl RmA, che ha capito la forza propulsiva di questa idea e ci ha dato la possibilità di portarla avanti».
Ad alimentare il circolo virtuoso, oltre alla solidarietà, ci pensa pure il forte risparmio per il sistema sanitario: questa strategia è in grado infatti di eliminare tutte le lungaggini burocratiche che scattano in caso di ricovero, riducendo all'osso le procedure legate a un intervento in un nosocomio. Ma c'è dell'altro: «Da novembre scorso - prosegue Orefici - abbiamo potuto donare oltre 250 protesi a soggetti indigenti, approfittando della collaborazione di imprenditori del settore odontoiatrico che come noi vogliono fare del bene. Le associazioni ci segnalano i beneficiari e noi li aiutiamo a costo zero, senza far pagare loro nemmeno il ticket».