A Roma i funerali di Vanessa Russo Contestati Marrazzo e Veltroni

Chiesa gremita per l'addio alla ragazza uccisa nel metrò. La folla contesta il presidente della Regione: &quot;Vergogna&quot;. Poi al sindaco: &quot;Meno feste, più controlli&quot;. Dal sagrato le urla: &quot;Ergastolo a quelle bestie&quot;. Il sarcedote chiede &quot;perdono&quot; per le assassine. La folla: &quot;Mai&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=175036" target="_blank">Doina Matei: &quot;Chiedo perdono alla famiglia&quot;</a></strong>

Roma - "Ciao cuore mio, grazie di te... grazie di noi. Per sempre tuo". Il sorriso di Vanessa Russo e la dedica del fidanzato, Federico, insieme su un cartello bianco affisso alla cancellata esterna. Questa l'accoglienza per gli abitanti di Fidene che hanno riempito la chiesa di Santa Felicita e dei Figli Martiri, dove alle 11 si svolgeranno le esequie della giovane uccisa sulla banchina della fermata Termini della metropolitana. Davanti all’ingresso della chiesa, benedetta da Giovanni Paolo II dopo la sua inaugurazione nel 2002, si sono ammucchiate sempre più numerose le corone di fiori: quelle delle autorità cittadine, quelle dei parenti e quelle degli amici, ma in molti hanno con sé un mazzo di fiori da deporre ai piedi dell’altare di legno chiaro. A celebrare la messa don Eusebio Mosca, il parroco del quartiere. E molti dei negozi vicini alla chiesa durante le esequie dovrebbero partecipare al lutto cittadino tenendo le saracinesche abbassate: su tutti i muri è affisso il manifestino bianco con su scritto "addio Vanessa, vittima innocente di una barbarie che non ci appartiene. Vivrai sempre nel cuore della tua Fidene".

Applausi Un lungo e caloroso applauso ha accolto l’ arrivo del feretro di Vanessa Russo. Ad accompagnare la bara c’era il fratello della ragazza, Simone, che ha seguito a piedi il carro funebre sorretto da alcuni amici. Dietro, in auto, i genitori di Vanessa. Ai funerali sono presenti il prefetto di Roma, Achille Serra, il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, il vice sindaco di Roma, Maria Pia Garavaglia e assessori provinciali e comunali.

Polemiche "Non pagano, fanno i padroni e lo Stato li difende". È questa una frase urlata da una signora sul sagrato della chiesa, prima dell’arrivo del feretro di Vanessa Russo. La frase, riferita agli immigrati, è stata accolta da un applauso da parte di alcune persone presenti ed è stata urlata al passaggio del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. "Che vergogna, devono dargli l’ergastolo a quelle due bestie". È il grido sollevato da una signora al passaggio del presidente della Regione Lazio tra la folla radunata di fronte alla parrocchia di Fidene, per i funerali di Vanessa Russo. Al grido segue un applauso e poi un "brava!" da parte della folla. "È morta una ragazza innocente di 22 anni - prosegue la voce - rimandatele al loro paese". Contestato anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni: "Veltroni, meno feste e più controlli a Roma" ha urlato una donna che stava attendendo il passaggio del feretro di Vanessa Russo all’uscita della chiesa.

L'omelia "Stiamo vivendo un’esperienza tragica in questi giorni. Il dolore che ci ha colpito per la scomparsa della cara Vanessa è molto forte. Morire a 23 anni in una maniera così sbalorditiva ferisce tutti noi". Ha detto don Eusebio durante le esequie di Vanessa Russo: "La natura umana è ferita dal peccato. La famiglia di Vanessa, dignitosamente, ha detto che non vuole vendetta ma giustizia. Ma è proprio la giustizia, la pace, l’amore che può fare della terra una aiuola fiorita, facendo di noi gli artefici del bene comune". Don Eusebio, durante l’omelia, ha citato Dante Alighieri e San Paolo e ha detto che la violenza è come un mostro che si annida al cuore dell’uomo, ma bisogna stanarlo e allontanarlo da noi. Abbiamo bisogno di un supplemento di forza nuova per combattere il male. Le nostre forze non sono sufficienti". Poi il sarcedote ha invocato il perdono per le assassine, ma dai banchi si è alzato un: "No, mai mai".