A Roma i no global sfilano per la Palestina e i «compagni» milanesi

Hanno sfilato anche per i compagni milanesi. Quelli che lunedì sera, il 12 gennaio, sono stati caricati dalla polizia in largo Cairoli perché volevano raggiungere il teatro Strehler e ostacolare un evento pro Israele. Così ieri il comitato «Stopmassacrogaza» che ha manifestato in corteo per la Capitale in solidarietà con il popolo palestinese, non ha dimenticato di «solidarizzare con gli attivisti militanti di Milano», anche per «rompere il muro di omertà e di silenzio dei mass-media».
I manifestanti di Roma non hanno scordato neanche le polemiche suscitate sotto la Madonnina dalla preghiera islamica in piazza Duomo di sabato 3 gennaio. E se è vero che la cerimonia ieri si è ripetuta nel corso della manifestazione, stavolta è avvenuta di fronte a un simbolo non religioso: il Colosseo. Come era accaduto esattamente sette giorni prima nel capoluogo lombardo quando, durante uno di quelli che il vicesindaco Riccardo De Corato chiama «I sabati di Gaza», i manifestanti islamici si erano messi a pregare davanti alla stazione Centrale.
Dinnanzi a questa preghiera che lui stesso definisce «ostentata», davanti a simboli pur sempre italiani e non islamici, come appunto il Colosseo, il vicesindaco resta molto perplesso.
«Innanzitutto devo sottolineare che sono completamente d’accordo con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi che sostiene che andrebbe espulso chi organizza questi cortei: del resto i nomi sono noti - commenta De Corato -. A Milano i palestinesi in corteo sabato 3 gennaio hanno violato gli accordi con la questura andando a pregare davanti al Duomo. E adesso ci si mettono anche i centri sociali che solidarizzano con i compagni milanesi... Credo che il Viminale avrebbe dovuto controllarli maggiormente nel corso degli anni, forse li ha sottovalutati».