La Roma tra i sogni del «modello-Barça» e la realtà di Coppa: stasera l’Udinese

Una Roma che assomigli al Barcellona di Guardiola. Un sogno che per realizzarsi non necessita però di una mirabolante campagna acquisti, come verrebbe da pensare, ma che passa attraverso un cambio di Dna in seno alla società capitolina. Una rivoluzione vera e propria, anzi, che si basa su un progetto di azionariato popolare, formula che a dire il vero in Italia stenta a decollare, a differenza di quanto accade all’estero dove ha già conquistato numerose squadre tra cui alcune compagini note. Eppure, proprio in questi giorni qualcosa sembra incominciare a muoversi.
Lo studio legale Biamonti, che segue l'iniziativa da un punto di vista giuridico, ha reso noto che entro la fine del mese è previsto un incontro a Bruxelles con i parlamentari europei aderenti all’associazione «Friends of Football» nel corso del quale si discuterà del progetto. Un bel passo avanti, non c’è che dire. Ma in cosa consiste, più precisamente, l’azionariato popolare? «In pratica lo scopo è quello di cambiare la governance di un club - spiega Walter Campanile, l’artefice del progetto - valorizzando il ruolo del tifoso e legittimandolo a partecipare ai processi decisionali». L’ideuzza è sbocciata ad agosto. All’epoca fu anche aperto un gruppo apposito su Facebook che totalizzò ben 7mila adesioni. Un successone che spinse Walter ad andare avanti. «Se ami qualcosa fattela da sola», è questo il suo motto. La strada, però, è ancora lunga. «È vero, siamo solo agli inizi, ma il progetto sta suscitando un notevole consenso», gongola. Nel frattempo, si pensa al prossimo passo da fare: ovvero formare un’assemblea costituente composta da 83 membri. «Come gli anni della Magica», strizza l’occhio Walter. Sui nomi dei componenti vige per adesso il segreto più assoluto. Ma, a quanto pare, non è escluso che al progetto aderisca qualche vip. Fra gli altri girano i nomi di Antonello Venditti, Carlo Verdone, Massimo D'Alema e Cesare Romiti. «Una volta che saremo pronti spetterà alla As Roma decidere in che modo rapportarsi con noi e quale spazio concederci», spiega Walter.
D’accordo anche mister Claudio Ranieri: «L’azionariato popolare sono convinto possa fare bene alle società italiane, anche alla Roma». Per l’allenatore giallorosso è però una prospettiva lontana. Vicinissima è invece l’Udinese, che stasera alle 21 sfida la Roma nell’andata delle semifinali di Coppa Italia. Abili e arruolati Toni e Totti, non convocato Julio Sergio. «Il campionato è padrone, ma io alla coppa Italia ci tengo», dice Ranieri promettendo impegno.