Roma, Inchiesta su un conto dello Ior: "Sospetti su 180 milioni di euro"

Inchiesta della procura di Roma. Accertamenti su depositi della banca del Vaticano nella filiale
Unicredit di via della Conciliazione. L’ipotesi: violazioni delle norme
antiriciclaggio

Roma - La Procura della capitale ha avviato un’inchiesta su alcuni conti correnti aperti in una delle due agenzie della Banca Unicredit (ex Banca di Roma) di via della Conciliazione, conti che risultano essere nella disponibilità dello Ior, la banca vaticana. L’inchiesta, che al momento non ha indagati ed è coperta dal massimo riserbo, è guidata dal procuratore aggiunto Nello Rossi e ipotizza la violazione delle norme antiriciclaggio. Sui conti riferibili all’Istituto per le Opere di Religione sarebbero transitati centottanta milioni negli ultimi tre anni.
La segnalazione della «non trasparenza» della titolarità dei conti correnti è stata fatta dall’Unità di informazione finanziaria, la struttura di «Financial intelligence» italiana della Banca d’Italia. Dopo l’entrata in vigore, due anni fa, della legge 231 sulla tracciabilità bancaria, all’origine delle movimentazioni di denaro deve sempre esserci una persona fisica, non una sigla. I Pm romani vogliono quindi chiarire di chi sia l’effettiva titolarità di quei conti correnti, aperti dal 2003 nella filiale Unicredit, la banca guidata da Alessandro Profumo, e intestati allo Ior. Il sospetto della Procura è che la sigla dell’Istituto per le opere di religione sia stata utilizzata in questo caso come «schermo opaco», e che dietro si possano celare persone fisiche o società che attraverso il conto presso la ex Banca di Roma abbiano costituito un canale per il flusso di risorse tra la banca vaticana e l’Italia.

Secondo quanto si apprende dalle fonti giudiziarie, per l’indagine non sarà necessario attivare richiesta di rogatoria con lo Stato della Città del Vaticano per indagare sulla titolarità di questi conti. Lo Ior, secondo quanto emerso dalle indagini, iniziate alcuni mesi fa, avrebbe emesso assegni e bonifici intestati sempre all’Istituto per le Opere di Religione: il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza sta svolgendo accertamenti per risalire ai beneficiari dei titoli bancari e anche a chi ha effettivamente emesso bonifici e assegni.

Lo Ior, una banca privata che ha lo scopo di «provvedere alla custodia e all’amministrazione dei beni mobili e immobili», destinati «a opere di religione e carità», ma può accettare depositi di beni da parte di enti e persone della Santa Sede, ha 130 dipendenti, 44mila conti correnti e un patrimonio stimato nel 2008 in cinque miliardi di euro. Finita nel mirino della magistratura italiana a causa delle spericolate operazioni finanziarie compiute dal vescovo Paul Marcinkus, sta per essere riformata secondo criteri di maggiore trasparenza per volere di Benedetto XVI e del suo braccio destro, il cardinale Tarcisio Bertone, che due mesi fa hanno chiamato a guidarla Ettore Gotti Tedeschi.