Roma, gli inquirenti vogliono i testi delle intercettazioni

Secondo voci insistenti potrebbero esserci presto nuove iscrizioni nel registro degli indagati

da Milano

Le intercettazioni telefoniche sull’affaire Antonveneta hanno un rilievo penale per la Procura di Roma. Il sostituto Perla Lori lette le anticipazioni sul Giornale è infatti rientrata a piazzale Clodio in fretta e furia, sospendendo le ferie. Si è chiusa in ufficio e per tutto il pomeriggio ha predisposto la richiesta ai colleghi milanesi di copia dei brogliacci delle intercettazioni telefoniche compiute dal 24 giugno dalle Fiamme Gialle.
Una volta ricevuti le trascrizioni dei colloqui dei vari indagati, oltre che del governatore Antonio Fazio e del capo della vigilanza Francesco Frasca, i Pm della capitale decideranno quali iscrizioni compiere nel registro degli indagati. Al momento, l’ipotesi è quella di abuso d’ufficio già contestata a Frasca.
Saremmo quindi alla vigilia del clamoroso coinvolgimento nelle indagini di personaggi con incarichi istituzionali. Per tutta la giornata di ieri circolavano sia in Parlamento che in ambienti investigativi indiscrezioni che davano già per indagati alcuni nomi. Dalla Procura di Roma è arrivata una smentita. A metà: «No, per ora». Come dire, siamo all’anticamera con le «intercettazioni telefoniche - spiega un inquirente - che forniscono quell’elemento soggettivo finora mancante nella ricostruzione compiuta». Vi è poi un problema giuridico affrontato ieri dalla Lori e dall’aggiunto Achille Toro. Il codice infatti non consente che intercettazioni disposte da una procura in un’inchiesta possano essere riversate in un altro procedimento come prova dibattimentale. Se non per reati che prevedono l’arresto in flagranza di reato, ma non è questo caso delle indagini romane su Antonveneta. Questo vuol dire che i pm della capitale possono sì acquisirle in copia, utilizzarle per formalizzare accuse in fase preliminare, ma non portarle a giudizio. Insomma, sul tavolo dei pm romani vi sono elementi in qualche modo giudicati contraddittori. A iniziare dalla sentenza del Tar, da taluni già come dimenticata, che dava ragione alla Popolare di Lodi. Ed è un giudizio amministrativo motivato e che viene soppesato in queste ore da Toro e dalla Lori che ne avevano acquisito copia.
Continuano le acquisizioni e i sequestri. Ieri mattina finanzieri del nucleo provinciale di Padova della Guardia di Finanza è andato alla sede di Antonveneta. Con un mandato chiaro: acquisire comunicazioni, documenti, ordine del giorno e altri atti dell’assemblea della banca. Una novità: il provvedimento di un paio di pagine era firmato dal pm Franco Ionta. Ma, sembra, solo perché la Lori era in ferie.