Roma Italiani rimpatriati: «Ci volevano linciare»

Per il rimpatrio dei connazionali che desiderano tornare dalla Libia saranno invece impiegati 3 o 4 aerei C 130. Ma già ieri l’unità di crisi della Farnesina ha in collaborazione con Alitalia è riuscita a far rientrare a Roma quasi 500 italiani. Sono circa 2mila le persone con passaporto italiano che vivono e lavorano in Libia. Dall’Unità di crisi hanno inviato a supporto dell’ambasciata una squadra coordinata dal vicecapo della struttura e le prime testimonianze parlano di una situazione molto difficile, con molti connazionali che spesso faticano anche a mettersi in contatto con le autorità italiane per enormi problemi ai mezzi di telecomunicazione. Da Misurata gli italiani saranno rimpatriati via mare perché la pista è stata sabotata. Spaventosi i primi racconti dei nostri connazionali rimpatriati: «Hanno provato a linciarci. Ho avuto paura, è stata una situazione veramente drammatica», racconta un addetto di origine siciliana di una ditta petrolifera, rientrati da Tripoli con il volo speciale Alitalia allestito per conto della Farnesina. «Ci sono vari blocchi sulle strade - ha aggiunto un altro collega dell’Eni - ci hanno fermato 5 o 6 volte chiedendoci continuamente da dove provenivamo. Erano giovani e armati. Per arrivare a Tripoli abbiamo impiegato quasi tre ore».