È la Roma di Julio Baptista: «Alla Lazio ho già segnato»

A guardare i sorrisi che offre ai flash dei fotografi, quel soprannome di Bestia, affibbiatogli dai tifosi madrileni, sembra quasi stonato. «Ma non c’è una connotazione di animale cattivo, è tutto legato al mio fisico possente e al fatto che è difficile fermarmi», spiega Julio Baptista, definito il brasiliano «serio» da Arrigo Sacchi. Il suo impatto con Roma e i tifosi giallorossi è stato traumatico, ma solo perché il suo arrivo è coinciso con la scomparsa dell’amatissimo presidente Franco Sensi. Che come ultimo regalo ai tifosi, ha portato proprio il 27enne carioca in giallorosso. «Spero che ci possa guidare da dove sta adesso, noi calciatori faremo di tutto per regalargli tante soddisfazioni», dice l’ex madridista, tra coloro che ha mercoledì scorso voluto condurre il feretro nella cappella di famiglia al cimitero del Verano.
Una di queste soddisfazioni potrebbe essere il gol alla Lazio nel derby, che da queste parti ha sempre un valore particolare. I biancoclesti sono già stati colpiti da Baptista a Madrid (era l’11 dicembre 2007), un gol che spianò la strada al successo delle merengues, alla qualificazione della squadra di Schuster e all’eliminazione di quella di Delio Rossi. «Tutte le partite vanno vinte, indipendentemente da chi segna. Ovvio, sarei molto felice se dovessi segnare contro la Lazio», la risposta prevedibile del neogiallorosso, che ha già capito come tira il vento in riva al Tevere.
Prima dei gol, però, Baptista vuole ritagliarsi un ruolo importante nella Roma. «Questa è una grande squadra, con grandi giocatori. Io sono qui per dare il mio contributo». Nessun proclama, quindi. Solo elogi a Totti («se è riuscito a rimanere in questa squadra per tutti questi anni vuol dire che è stato capace di conquistare la fiducia dell’ambiente») ed entusiasmo per l’atmosfera di Trigoria. Il brasiliano è giunto in Italia con un anno di ritardo. Dopo essere tornato a Madrid nel giugno 2007 al termine dell’esperienza con l’Arsenal, il Milan si era messo sulle sue tracce, ma poi aveva rifiutato il prestito gratuito. Le 27 presenze e i 3 gol nell’ultima edizione della Liga sono un bilancio abbastanza deludente, con Baptista spesso utilizzato da Schuster come centrocampista. «Ma io sono un attaccante, il mio ruolo è quello di seconda punta. A Madrid l’ho perso, qui spero di riconquistarlo», precisa mandando un messaggio chiaro a Spalletti. Ovvero, sono qui per giocare davanti come è nelle mie corde. E ho lasciato il Real per una questione puramente «tattica».
Il tecnico, domani sera, lo manderà già in campo contro l’Inter. «Sono arrivato in buone condizioni, mi sto allenando con la squadra, dunque sono pronto», fa sapere Baptista. In attesa che il mercato regali qualche altro rinforzo: difficile arrivare a Malouda del Chelsea, abbastanza suggestiva l’ipotesi Shevchenko, più realistico l’ingaggio di Suazo che Mourinho ritiene di troppo all’Inter. Mentre il difensore del Monaco Menez, under 21 francese, si dice contento dell’interessamento dei giallorossi. Intanto ieri Spalletti ha provato nella partitella, diviso nelle due squadre, l’undici che schiererà a San Siro: via libera a Doni, out Taddei, Totti partirà in panchina.