Roma-Juve, c'eravamo tanto odiate

Oggi all’Olimpico la capolista fa l’esame alla neopromossa di lusso Ma la Signora è stata l’unica a far gol allo squadrone di Spalletti

Roma - Dove eravamo rimasti? A diciotto mesi fa, quando la meteora di Trigoria Houssine Kharja pareggiò il conto al «Delle Alpi» dopo la rete dell’ex odiato giallorosso Emerson, frenando parzialmente la marcia bianconera verso quello scudetto poi cancellato da Calciopoli. Già, lo scandalo che ha segnato il nostro football, tanto da rendere diverso anche il ritorno in A di Roma-Juve.
La partita dei Boniperti, della «questione di centimetri» di Viola, ma anche della detestata e fischiatissima triade Giraudo-Moggi-Bettega, non esiste più. Come non esiste più (da tempo) la rivalità politica: Rosella Sensi iniziò qualche anno fa il percorso di riavvicinamento ai bianconeri con la regia di Veltroni e ora è alleata di Cobolli Gigli nella battaglia ai piccoli club sui diritti tv. Paradossalmente, la caduta in B della Vecchia Signora (la prima della sua storia) l’ha quasi resa simpatica agli occhi dei tifosi capitolini. Per non parlare dell’apprezzamento verso alcuni protagonisti della Juve attuale: Gigi Buffon riceve applausi ogni volta che calca il prato dell’Olimpico, Claudio Ranieri è un romano di Testaccio, ha casa a Roma e in giallorosso ha mosso i primi passi da professionista. E la settimana di vigilia non è stata accompagnata da veleni o polemiche, come invece accadeva puntualmente negli anni scorsi.
Troppo zucchero sulla sfida? Ci penserà la sana (speriamo) rivalità sportiva e un Olimpico esaurito a riportare il giusto spirito agonistico su Roma-Juve. Con una novità di non poco conto: oggi pomeriggio (per la prima volta dopo nove anni non si gioca alla luce dei riflettori) saranno i giallorossi a guardare i bianconeri dall’alto in basso. E in casa juventina ne sono consapevoli. Il vantaggio di tre punti in classifica non è ancora indicativo, considerando che siamo appena all’inizio. Molto più rilevante la differenza nella qualità di gioco: a detta di tutti, la Roma di Spalletti gioca il miglior calcio d’Italia (ma ieri Ranieri l’ha addirittura paragonata a Barcellona e Arsenal), fa spettacolo e soprattutto non ha fallito un colpo in quest’avvio di stagione. La Juve, nell’inedita veste di neopromossa, è sempre alle prese con un motore che non va a pieni giri e con alcuni giocatori non ancora ben inseriti. Mai i bookmaker italiani e stranieri hanno avuto così pochi dubbi: i bianconeri non partono favoriti né per la vittoria odierna né per quella nel campionato dove Totti e compagni, ma anche le milanesi, sembrano avere una marcia in più.
Ecco che la partita di oggi dovrà fornire una prima risposta importante: la truppa di Spalletti è davvero irresistibile come ha dimostrato il primo mese o le rivali (la Juve nel caso specifico) sono un passo indietro nella condizione e nelle certezze? In fondo proprio la squadra di Ranieri è stata l’ultima ad aver fatto gol (nell’amichevole dell’11 agosto a Cesena), anzi tanti gol ai giallorossi che però per mezz’ora le imposero una vera lezione di calcio. Il portiere della Roma Doni - ancora imbattuto in campionato - fa gli scongiuri, Totti attende le prossime tre sfide (dopo la Juve, Fiorentina e Inter) per sbilanciarsi sulla parola scudetto, Trezeguet è pronto a capovolgere il pronostico, magari con il suo gol numero 100, Nedved non cercherà di togliersi l’etichetta di «antipatico». Siamo pronti a scommettere che Roma-Juve della nuova generazione non sarà un triste 0-0.