Roma-Lido, disservizi a catena

I pendolari della Roma-Lido hanno ormai messo una pietra sopra le parole che il sindaco Veltroni pronunciò nell’estate 2005, promettendo treni più moderni, frequenze raddoppiate e la tanto attesa integrazione con la linea B. Ieri, infatti, si sono verificati altri disservizi che hanno messo a dura prova la pazienza degli utenti della Roma-Lido, che hanno dovuto sopportare per l’ennesima volta ritardi a causa della improvvisa, quanto inaspettata riduzione delle corse.
Circa 90mila utenti ogni giorno percorrono quella linea per raggiungere la capitale e Veltroni, in una situazione di emergenza come questa, «si è limitato a preannunciare la convocazione di una riunione con il presidente Marrazzo e il presidente del XIII Municipio, Paolo Orneli», commentano Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di An in Provincia e il consigliere provinciale Alessio Nardini. Come se non bastasse: «l’attuale maggioranza di centro-sinistra ha diminuito i fondi per la manutenzione e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti». Un quadro, questo, che non è compatibile con quanto previsto dal presidente di Met.Ro, Stefano Bianchi, quando dice che «per far diventare la Roma-Lido la terza metropolitana di Roma entro la fine del 2010 è necessaria la collaborazione delle Istituzioni». Il taglio dei fondi a suo tempo stanziati dall’amministrazione Storace (120 milioni di euro) per il prolungamento della linea sino a Torvaianica, è una delle cause dei continui disagi di questi giorni. Bisogna considerare, affermano sempre Nardini e Benvenuti, «che sono stati sottratti alla Roma-Lido ulteriori risorse - circa 90 milioni - per l’acquisto di undici treni e che non si capisce quando arriveranno e come saranno utilizzati i restanti 53 milioni». I cittadini non solo vogliono viaggiare velocemente ma hanno il diritto di viaggiare con mezzi sicuri e moderni. Operazione che non sembra essere riuscita neppure con la presentazione della «Freccia del mare», un mezzo che doveva essere all’avanguardia per ospitare i diversamente abili, ma che in realtà non è adeguato.