Roma-Lido nel caos: il Codacons chiede un maxi-risarcimento per migliaia di utenti

Un maxi risarcimento ai «dannati» della Roma-Lido. Il Codacons, il comitato dei consumatori, è pronto a denunciare i responsabili che stanno provocando disagi a non finire ai pendolari della linea ferroviaria più disastrata della capitale. Ovvero Met.Ro. spa, Regione Lazio, Campidoglio. «A tutti gli utenti della linea Lido di Roma mettiamo a disposizione i nostri legali a titolo gratuito - dichiara Giovanni Pignoloni, vicepresidente del Codacons -. L’idea è di chiedere alla società capitolina che gestisce la concessione regionale un equo indennizzo per quanti sono costretti a subire ogni giorno disservizi lungo questa tratta ferroviaria. Invitiamo i cittadini, dunque, a unire le forze e far sentire la propria voce senza più sottostare a una situazione intollerabile. Come? Basta recarsi nella sede di Acilia, via delle Case Basse 195, e fare un’iscrizione simbolica. Al resto penseranno i nostri avvocati». Incidenti a catena, disservizi, vagoni sporchi, vetture fuori norma. Come le «nuove» Frecce del Mare, ovvero treni restaurati alla bene e meglio, ma dimensionati per la linea A. Risultato? Dislivello a rischio fratture fra le porte e la banchina della Roma Lido. «Le carrozze sono sovraffollate e fatiscenti - continua Pignoloni -. I ritardi sulla tratta, poi, causano pesanti disagi ai passeggeri che non riescono ad arrivare puntuali al lavoro. Per non parlare delle biglietterie, in alcuni casi senza personale. Ultimo, grave, episodio è quello dei passeggeri che hanno trovato i cancelli della stazione di Ostia chiusi e hanno dovuto provvedere da soli a uscire da una situazione che a molti è parsa un “sequestro”. Sì, è accaduto anche questo fra una giornata e l’altra di caos sulla linea pubblica che collega il litorale con Piramide. I passeggeri dell’ultimo convoglio partito alle 23,30 di giovedì scorso da Porta San Paolo, arrivati alla stazione Lido centro si sono trovati come «topi in gabbia». Cancelli chiusi (si spera per errore), tanto da dover scavalcare la recinzione laterale che immette sul piazzale e «riconquistare», così, la libertà. «Dopo i biglietti esauriti in stazione - commenta Andrea Angeletti, presidente del Comitato utenti il trenino - è sicuramente il fatto più sconcertante accaduto nelle ultime settimane. Uno dei tanti che vorremmo discutere in Campidoglio con il sindaco Veltroni e i suoi assessori se ce ne dessero la possibilità. Invece, dopo più di 20 giorni dalla nostra richiesta di audizione, non abbiamo ancora ottenuto risposta». Solo dopo la creazione di un comitato e di un sito ad hoc (in cui raccogliere proteste e dare informazioni utili ai passeggeri), una campagna giornalistica a dir poco «pressante» e gli interventi di politici capitolini e regionali, sindaco, presidente della Pisana e addetti ai lavori decidono di riunirsi, domani, per fare il punto sulla drammatica situazione. Del blocco dei fondi, del resto, si era lagnato lo stesso presidente di Met.Ro., Stefano Bianchi: 28 milioni e mezzo di euro destinati all’ammodernamento della linea ma congelati dalla Pisana per almeno due mesi. Denaro in parte necessario per collimare il dislivello delle tre Frecce del Mare. Ovvero i convogli «fiore all’occhiello» della tratta ferroviaria inaugurata nel ’24. In gergo si chiamano MA-100, sono impiegati dal ’76 sulla linea B della metropolitana e, a partire dal 2005 dopo un restyling firmato Giugiaro, sono in funzione sulla linea di Ostia. Questi i mezzi più «nuovi». Gli altri? Due MR-100, dal ’53 sulla linea B, dal ’90 sulla Roma Lido, 7 MR-200, dal ’56 sulla B, dal 90 a Ostia, 16 MR-300 del ’76, 24 MR-500 dell’88 e 8 MR-600 del 2000. Peccato che anche questi derivano da treni del 1953, «ricostruiti».