Roma a lutto per l'addio a Giovanna E c'è chi grida: "Veltroni a casa"

La cerimonia nella basilica di Cristo Re si è svolta con rito valdese a partecipazione ecumenica. Il marito di Giovanna Reggiani, capitano Giovanni Gumiero ha accompagnato il feretro con una rossa in mano. Nella chiesa gremita, esponenti di governo e politici. All'uscita applausi e grida di contestazione: "Ergastolo agli assassini" e "Veltroni a casa"

Roma - Commozione e tensione ai funerali di Giovanna Reggiani, la donna seviziata e uccisa martedì scorso mentre rientrava a casa, delitto del quale è accusato un romeno. I funerali si sono svolti nella basilica del Cristo Re a viale Mazzini, nel quartiere Prati, con rito valdese a partecipazione ecumenica, come chiesto dalla famiglia per rispettare il culto valdese della donna e quello cattolico del marito, Giovanni Gumiero, capitano di vascello della Marina. E all'uscita dalla chiesa il feretro è stato accompagnato da un lungo applauso ma anche da grida di contestazione: "Ergastolo per gli assassini", "Veltroni a casa".

Il marito con una rosa rossa Il marito di Giovanna Reggiani è entrato nella chiesa di Cristo Re con una rosa rossa in mano. L'ufficiale era circondato dagli uomini della Marina Militare, che hanno anche accompagnato in chiesa i parenti della vittima e ha sussurrato ai colleghi in lacrime che l'abbracciavano: "Non è giusto, non è giusto, perché, perché...". La bara, di legno chiaro lucido, è stata portata nella chiesa nel silenzio dei presenti.

Chiesa gremita Presenti alla cerimonia funebre esponenti istituzionali e politici, tra cui il ministro dell'Interno Giuliano Amato, il sindaco di Roma, Walter Veltroni, il presidente di An, Gianfranco Fini con Gianni Alemanno, il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto. Folta anche la rappresentanza della Marina Militare, il corpo al quale appartiene il marito della donna, Giovanni Gumiero. Tra gli altri è presente il capo di Stato maggiore della Marina, Ammiraglio La Rosa. Nella chiesa c'é anche il comandante generale dei carabinieri, Gianfrancesco Siazzu ed il comandante generale della Guardia di finanza generale D'Arrigo.

"Giustizia, ma no all'intolleranza" "C'é un tempo per ogni cosa. Ora deve venire il tempo della giustizia che dovrà fare il suo corso perché Giovanna è stata uccisa" lo ha detto la moderatrice della Tavola Valdese, Maria Bonafede, prendendo la parola durante i funerali di Giovanna Reggiani. Durante la celebrazione, la pastora ha messo anche in guardia, però, dal rischio di fenomeni di intolleranza e razzismo. "La giustizia punisce i colpevoli - ha sottolineato dal pulpito - non c'entrano capri espiatori. Oggi sentiamo che il gesto compiuto da uno penalizza un'intera comunità. Il dolore di oggi non può essere utilizzato per campagne di odio, discriminazione e intolleranze". "Siamo cristiani - ha concluso - testimoni dell'amore di Dio. In questo Giovanna credeva, nell'accoglienza del prossimo. Dobbiamo dire no all'intolleranza e al razzismo. L'amore dovrà avere l'ultima parola".

Tensione e contestazioni Commozione, all' uscita del feretro di Giovanna Reggiani dalla chiesa di Cristo Re al termine del funerale. Il feretro è stato accolto dagli applausi della folla e anche da urla di persone che chiedevano "ergastolo per gli assassini" e che hanno gridato "vergogna" e "Veltroni a casa".