Da Roma a Maputo tra vacanza e solidarietà

Quattro studenti capitolini che erano stati in Mozambico col sindaco Veltroni ci sono tornati per assistere i bambini dell’orfanotrofio. E altri seguiranno

Arianna Cioffi

Il viaggio a Maputo e la visita all’orfanotrofio I de Maio, lo scorso ottobre al seguito del sindaco Walter Veltroni e insieme ai ragazzi di quattro licei romani, li avevano colpiti profondamente e non avevano potuto dimenticare i visi dei bambini che avevano conosciuto. Così Sara, Marco, Marco P. e Fra hanno deciso di tornare a Maputo per due settimane di volontariato nell’orfanotrofio.
Sono arrivati lo scorso 12 agosto e, sin dal primo giorno di lavoro, hanno scritto sul loro forum impressioni, emozioni, esperienze del lavoro con i bambini. Un lavoro «sfiancante - lo definisce Marco - perché tutti i bimbi vogliono le stesse attenzioni», quelle che i 33 operatori della struttura non possono dare. Il lavoro di questi ragazzi consiste soprattutto nel far giocare i bambini e assisterli in mensa anche se «è incredibile la loro autonomia - continua Marco - I più grandi, quelli dai tre anni in su, mangiano fuori e si apparecchiano da soli. I bebè, quelli fino a due anni, invece mangiano dentro: alcuni si fanno imboccare mentre altri, a volte anche bimbi di un anno soltanto, stanno seduti a tavola e mangiano da soli».
Ma è il momento del gioco quello in cui volontari e bambini si divertono e legano di più. La giornata viene scandita da diverse attività. Si imparano e cantano canzoncine con l’accompagnamento alla chitarra di uno dei ragazzi; si fanno disegni; si gioca con la pasta di sale. In alcuni momenti i giovani volontari si trovano poi a dover separare i bambini che litigano per un pennarello o una caramella in più. Oltre alla chitarra e alla loro pazienza, i quattro liceali hanno portato anche grandi fogli bianchi e colori per dipingere con le mani e i piedi, novità che i piccoli ospiti dell’orfanotrofio sembrano aver molto gradito tanto che il giorno dopo hanno passato il tempo a riconoscere le proprie orme sui cartelloni affissi in corridoio.
Ma sul forum Sara invita i ragazzi che arriveranno dopo di loro a non portare altri giochi o materiali perché i bambini «hanno due stanze piene di giochi, fogli colorati, schede illustrate, bambole - scrive sul forum - il problema è che gli inservienti non hanno il tempo di farglieli utilizzare».
Tra pochi giorni Sara, Marco, Marco P. e Fra andranno via ma presto saranno sostituiti da altri ragazzi che, come questi quattro pionieri, hanno deciso di tornare a Maputo per aiutare gli operatori dell’orfanotrofio che ogni giorno cambiano più di 200 pannolini e servono 250 pasti. Il progetto, voluto dai ragazzi dei licei romani Visconti, Mamiani, Virgilio e Tasso, durerà fino a maggio. Fino ad allora ogni mese partirà un nuovo gruppo di giovani volontari. Non prima però di aver seguito un corso di preparazione tenuto dagli operatori dell’organizzazione non governativa Armadilla, che affianca il progetto voluto e realizzato dall’associazione Kanimambo, fondata dai ragazzi a ottobre, poche settimane dopo il rientro da Maputo.
All’impegno nell’orfanotrofio I de Maio e dopo la realizzazione della scuola di Maputo, inaugurata dal sindaco Walter Veltroni durante il viaggio di ottobre e che aprirà il prossimo gennaio, si è affiancato quello per la costruzione di una scuola a Sibacusse, un centro a 40 chilometri da Maputo, che sarà realizzata con i fondi raccolti dall’ong Armadilla, dall’associazione Kanimambo e dalla Multiservizi e col contributo del comune di Roma.