Roma-Milano dialogo a distanza sull’arte grafica

L’arte della stampa, dal boom degli anni Sessanta a oggi, nei lavori di Giorgio Upiglio ma non solo. Al noto stampatore milanese, l’Istituto nazionale per la grafica dedica la mostra «Incidere ad arte. Giorgio Upiglio e il suo Atelier 1958-2007» a Palazzo Fontana di Trevi, fino al 17 giugno.
Il percorso si apre con la ricostruzione dell’Atelier, tramite lastre, menabò e incisioni, per illustrare il processo creativo che porta alla realizzazione di incisioni e libri d’artista. «Oggi la cultura dell’incisione si è persa - dice Upiglio -. Per la gente, una stampa è solo una stampa. Ignora la complessità del lavoro necessario per realizzarla e non comprende che si tratta di un mezzo di espressione unico, che porta l’artista a pensare, sentire e lavorare in modo diverso da pittura o disegno».
Upiglio ha fondato, nel ’62, con Mario Tringali e Loris Giacomessi, la stamperia Grafica Uno. Il ’65, anno dello scioglimento della società, ha segnato l’inizio delle collaborazioni d’eccellenza. A testimoniarlo, in mostra, lavori di grandi artisti, italiani e stranieri, da Baj a Fontana, da Giacometti a Falkenstein, da Mattioli a Hsiao Chin, senza dimenticare Mimmo Paladino, autore, tra le altre, della lastra che Upiglio imprimerà alla Calcografia, la prossima Notte dei musei, in calendario il 19 maggio.
«Il rapporto tra stampatore e artista va al di là del lavoro - racconta Upiglio - è amicizia. Dal confronto tra due personalità diverse scaturisce il prodotto finale, che risente di entrambe».
Per mettere a confronto il clima culturale milanese e quello romano degli anni Sessanta e Settanta, ponendo l’accento sulla vivacità culturale del periodo, l’Istituto nazionale della grafica ospita fino al 17 giugno, in via della Stamperia, anche l’esposizione «Gli anni ’60 e ’70 alla Calcografia».
Al ventennio, significativo per la Calcografia, poi fusasi con il Gabinetto delle Stampe, sono dedicati la mostra, con opere di Virduzzo, Strazza, Veronesi, Pistoletto, Santoro, e il libro di Arianna Mercanti La Calcografia tra museo e laboratorio (Palombi), nato dallo studio dei documenti d’archivio della Calcografia stessa. L’ingresso a entrambe le esposizioni è gratuito.