Roma a nervi tesi, Mancini verso l’Inter

Gli screzi con Totti, le troppe sostituzioni e il mancato rinnovo contrattuale spingono il brasiliano sul mercato. E Moratti ha una prelazione

da Roma

C’è un Mancini italiano che sta vincendo il campionato in carrozza. E c’è un Mancini brasiliano che invece mostra sintomi di insofferenza. Sembra lontano anni luce quel colpo di tacco nel derby con la Lazio che fece entrare l’esterno di Belo Horizonte nel cuore dei tifosi giallorossi. La sua «incompatibilità» con Totti, con il quale non ha più rapporti amichevoli da quasi due anni, lo ha marchiato in negativo agli occhi dei supporter capitolini. E il recente abbraccio dopo la sua rete a Messina, con tanto di vicendevoli dichiarazioni di tregua delle ultime settimane, sono stati offerti ad uso e consumo mediatico, ma non hanno certo risolto il problema tra i due.
Domenica ha raggiunto il traguardo delle 110 partite con la maglia della Roma. Ma ad Amantino Mancini questo traguardo è rimasto un po’ indigesto: una prestazione insufficiente, la sostituzione apparsa inevitabile, l’assist di Tavano (colui che ha preso il suo posto in campo) per Vucinic che ha poi segnato il gol della vittoria. Il «vaffa» al tecnico Spalletti, seguito da un’occhiataccia in panchina «catturata» da un fermo immagine tv, evidenziano l’insofferenza del brasiliano. Che capisce di non essere più un intoccabile (vista la crescita degli ultimi arrivi in casa Roma). «Non è stato un gesto sano e bello da vedere - ha ammesso ieri il direttore generale giallorosso Daniele Pradé -. Però, conoscendolo, il primo a rammaricarsene deve essere stato proprio lui. Ci abbiamo messo due anni per diventare una squadra vera, e sono gli atteggiamenti a fare la differenza».
Come dire, certi comportamenti sono sempre da censurare. E la multa, prevista dal regolamento interno della squadra, sarà applicata. Anche se Spalletti e Mancini si sono chiariti già al termine della partita. Con il tecnico che ha ribadito come siano legittime le sue scelte e che lui sostituisce chi vuole durante le partite. «Nessun caso», si è affrettato a dire l’allenatore della Roma. Che però potrebbe lasciar fuori il brasiliano (già a segno nove volte in questa stagione), a favore magari dello svedese Wilhelmsson, nell’importante sfida di domani contro il Milan che vale la finale di Coppa Italia. Pur essendo difficile rinunciare a uno dei giocatori più «produttivi» dell’annata. Chi spezza una lancia per il compagno è l’eroe di giornata Mirko Vucinic: «Mancini in panchina mi ha fatto i complimenti, non è affatto nervoso».
Ma nella vicenda c’è un dato da sottolineare, che acuisce le tensioni nel rapporto tra la Roma e Mancini: da un anno e mezzo la società di Trigoria ha promesso al calciatore un aumento di ingaggio, ma tutto è rimasto nell’ambito delle buone intenzioni, anche perché il contratto di Mancini scadrà nel 2009. Ci sarebbe tempo, dunque. Il rinnovo appare però tutt’altro che semplice, ed ecco che torna d’attualità l’interessamento dell’Inter per l’esterno, nonostante l’attuale modulo nerazzurro non preveda spazio per lui. La strada per un’eventuale cessione fu già tracciata al momento dell’affare Pizarro (giunto nella Capitale in comproprietà): il club di Sensi ha promesso a Moratti una prelazione in caso di vendita del brasiliano. La sua valutazione parte da 20 milioni di euro e c’è da scommettere che a giugno Mancini sarà uno degli uomini più appetiti del mercato.
Senza contare che l’esterno ventiseienne ha avuto in passato un insistente corteggiamento della Juventus (e il suo passaggio in bianconero, quasi definito, fu bloccato da Spalletti) e che Capello, sempre che la sua esperienza in Spagna prosegua, lo ha posto come uno dei futuri obiettivi di mercato del Real Madrid.