La Roma non molla, Totti festeggia al Gf

Il capitano festeggia 500 partite in giallorosso segnando il rigore del 2-0 al Napoli. Stasera sarà in tv. De Rossi: "Fosse stato tutto corretto saremmo davanti". Juventus e Milan ok, perde la Fiorentina: in tre per due posti Champions

Napoli - Dal rigore del San Paolo alla lezione di tecnica di seduzione all’interno della casa del Grande Fratello. Modo singolare per festeggiare la partita 500 con la Roma, condita dal suo gol numero 203. «E manterrò la promessa fatta, arriverò a 300, anzi in tre anni posso arrivare anche a 600 incontri...», declama. Francesco Totti non ha mai avuto bisogno di sedurre il pubblico di Roma, che lo ama visceralmente sin dai suoi primi passi con la maglia giallorossa, ma stasera entrerà nella casa più famosa d’Italia per insegnare le buone maniere e l’arte del corteggiamento al concorrente romano (e romanista) come lui. Il pubblico napoletano lo fischia sonoramente e gli regala uno striscione degno dell’ironia partenopea: «Totti sogna la Champions, noi Ilary», riferendosi alla bella moglie. Con la quale ha ottenuto grande successo nei suoi spot per una nota marca di telefonini, tanto che il patron del Napoli De Laurentiis lo vorrebbe attore - insieme a Del Piero e Gattuso - nel ruolo di poliziotto. Nel frattempo resta sulle tracce dell’Inter e tiene in vita le speranze tricolori dei giallorossi. «A Napoli abbiamo dato una risposta molto forte perché la squadra azzurra domenica scorsa era stata stratosferica – dice il numero dieci della Roma -. Ma siamo venuti al San Paolo con la mentalità vincente. Il campionato lo deve perdere l’Inter, noi non possiamo fare di più». Si morde la lingua su quel rigore tanto discusso concesso ai nerazzurri con la Reggina («non dico niente altrimenti mi deferiscono di nuovo...») e dimostra fair-play sulla difficile partita europea che la truppa di Mancini affronterà domani sera. «Mi auguro che si qualifichi, tifiamo Inter perché non vogliamo essere l’unica italiana in Europa, ha il gruppo giusto per battere il grande Liverpool».

Alla prova del palloncino, anzi del pallone, la Roma dimostra di aver assorbito la sbornia di Madrid più dei partenopei, reduci dalla notte magica con l’Inter. In realtà la vera differenza è nel gioco delle due squadre: più ordinata, pratica ed elegante la squadra di Spalletti, che non sbaglia nulla e segna due gol (entrambi per merito di Totti che manda in rete Perrotta e trasforma il rigore fatto guadagnare a Cicinho); più arruffone, impreciso e quasi in soggezione il Napoli. Reja recrimina per il rigore assegnato da Saccani che in pratica mette la parola fine al match, De Laurentiis dice che è inutile cercare giustificazioni, anzi fa i complimenti alla «grande Roma» e ai suoi che «sono riusciti a non perdere 5-0». E Spalletti parla della maturità raggiunta dalla sua squadra. «Siamo tornati da Madrid giovedì mattina alle 5, siamo stati travolti dall’affetto dei nostri tifosi che ci hanno atteso a Fiumicino, abbiamo fatto solo un allenamento vero e siamo venuti al San Paolo giocando una partita perfetta contro una formazione che a sua volta ha fatto una buona prestazione. Se questo non è un segnale di maturità...». Il campionato sembra riaperto. E il verdetto più atteso della giornata è che la Roma ha raggiunto un equilibrio di squadra che non vive più di alti e bassi.

«Siamo in forma, ci crediamo ancora – dice De Rossi, autore di una prova maiuscola -. La vittoria finale non dipende più da noi, né da quello che fa l’Inter. Ops, ma vabbè, ricominciamo. Il rigore di Milano? Sabato siamo arrivati tardi a Napoli, non ho visto niente. Poi i miei amici hanno cominciato a chiamarmi per dire che le trasmissioni ne stavano parlando molto, ma io ho preferito vedere l’incontro di boxe del mio amico romano Petrucci...». La sfida continua, anche perché De Rossi a una radio rincarerà poi la dose: «Se fosse stato tutto corretto saremmo davanti». E se Mexes tiene in ansia la Roma per una botta al fianco destro, la giornata registra 20 biglietti falsi sequestrati e 700 ritirati perché i nominativi di coloro che si presentavano ai controlli non erano quelli indicati sui tagliandi. Segno dei tempi...