La Roma non regge il ritmo dell’Inter. SuperTristan la frena

Un buon Livorno nel giro di un minuto rimedia con un bel gol dello spagnolo al vantaggio di De Rossi

Livorno - Firenze, Empoli e ora Livorno. La Toscana si rivela amara per la Roma e Spalletti: tre pareggi tutti in rimonta (degli avversari) che a pochi passi dal giro di boa iniziano a pesare sulla classifica dei giallorossi. Ci sono campi dove vincere è obbligatorio se si nutrono sogni di gloria e quando il successo non arriva, soprattutto per merito di chi hai di fronte, il rammarico aumenta. Anche se la marcia trionfale dell’Inter sembra scoraggiare qualsiasi velleità: dopo la goleada al Torino, i nerazzurri hanno infatti cinque punti di margine. Tanto che Daniele De Rossi dice che è «frustrante lottare contro l’Inter, una squadra di campioni che dall’anno scorso vince sempre. Dobbiamo sperare in qualche passo falso, il campionato è ancora lungo, ma comunque noi dovremmo vincerle tutte».
Intanto la Roma si infrange sul muro del Livorno - che chiude tutti gli spazi con un atteggiamento difensivo molto accorto - ma nello stesso tempo rischia grosso sulle ripartenze dei labronici (giunti al sesto risultato utile consecutivo nell’era Camolese). Spalletti, che ormai deve fare i conti con il tabù «Picchi» (tre pareggi in altrettanti tentativi da tecnico della Roma) parlerà alla fine di «difficoltà nel girare la palla su un terreno un po’ allentato per la pioggia», ma riconoscerà la buona partita del Livorno – che aveva fermato anche l’Inter nel periodo buio con Orsi in panchina - e qualche scelta sbagliata da parte dei suoi giocatori. «Noi stiamo facendo quello che dobbiamo fare – sottolinea l’allenatore giallorosso - la squadra si sta impegnando, ci sta di incontrare ogni tanto difficoltà. Ma se l’Inter continuano a vincere, qui da noi ci sono tutti gli ingredienti per andare avanti e crederci».
La Roma paga mentalmente il vantaggio immediato, anche se proprio in apertura Ciccio Tavano (voglioso del classico gol dell’ex) aveva costretto Doni a una delle sue prime importanti parate della giornata. Il colpo di testa di De Rossi – secondo gol in campionato per il centrocampista – è comodo tra le belle statuine del “presepe anticipato” dei livornesi (Pulzetti e Balleri in particolare, anche se l’esterno protesta per un presunto fallo del romanista) e sembra mettere la partita sui binari più congeniali alla squadra di Spalletti. Invece cento secondi dopo lo spagnolo Tristan, ancora a secco dal suo arrivo in Italia, decide di sbloccarsi nella giornata più importante: semina Ferrari e fulmina in diagonale il portiere giallorosso.
Il pareggio conquistato a tempo di record galvanizza un Livorno bravissimo nelle ripartenze. Tante le occasioni create, in particolare da Tavano che ingaggia un personale duello con Doni. Ferrari sostituisce l’acciaccato Mexes, ma non è esente da sbavature. Ma è la Roma che sembra incapace di imporre il suo gioco, complice l’ottima disposizione in campo dei labronici. Taddei è sotto tono dopo i tre gol segnati in quattro giorni, Mancini è sempre più involuto (il fattore psicologico sta condizionando le prestazioni del brasiliano, il cui divorzio a giugno pare ormai scontato). Infine Totti: l’anno scorso al “Picchi” fu protagonista di un gol ma anche di una scenata isterica dopo l’espulsione provocata da Galante, con tanto di spinta all’amico massaggiatore Vito Scala. Stavolta gioca settanta minuti senza lasciare il segno, tranne un bellissimo colpo di tacco non sfruttato da un Pizarro meno ispirato e più impreciso del solito. D’altronde la condizione è ancora approssimativa dopo 40 giorni di stop per l’infortunio al piede destro e capita raramente che il capitano venga sostituito due volte di seguito. Quando la Roma recupererà al meglio il suo giocatore simbolo, la musica dovrebbe cambiare. «Inter, non illuderti, la Roma non molla», è il messaggio che Totti lancia agli avversari nerazzurri. Sperando che non sia già troppo tardi per la corsa scudetto.