«Roma non sia come il G8 di Genova I pm guardino dalla parte giusta»

«A Genova siamo arrivati al paradosso che sul banco degli imputati ci sono finiti più i vertici della polizia che i criminali facinorosi, i quali hanno devastato e saccheggiato la città nel 2001. Si è messo in piedi un pool di magistrati per indagare le forze dell'ordine. Mentre non c'è stato un analogo dispiegamento di toghe e di forze contro i violenti manifestanti e terroristi urbani. Si deve fare molta attenzione per il clima di intimidazione psicologica, che ha tarpato le ali alle forze dell'ordine negli ultimi dieci anni: da Napoli alla Val di Susa, a Milano fino alle devastazioni di Roma. Purtroppo, quello che è successo nella Capitale è anche la conseguenza della sindrome del post-G8 genovese. C'è una zona grigia che va contrastata, politicamente e culturalmente». Paolo Bianchini, vice capogruppo Pdl, ieri in consiglio provinciale ha avuto «coraggio» e apriti cielo. Il capogruppo del Pd Gronda lo ha interrotto più volte e altri compagni hanno fatto altrettanto.
«C'è invece da chiedersi chi ha tratto vantaggio dalle violenze di Roma - ha replicato il capogruppo di Sel Fraccavento - la polizia non ha protetto i manifestanti pacifici. Non si può promuovere chi ha commesso reati come è successo per alcuni poliziotti del G8, ma lo si deve cacciare via dall'apparato dello Stato».
«Le misure proposte dal ministro Maroni per contrastare la violenza sono anticostituzionali - ha spiegato la consigliere Pd Millanta - per esempio non si può far pagare per manifestare». «Forse a Roma - ha detto il capogruppo dei Verdi Spanò - non c'è stata la volontà di fermare i black bloc. Maroni si deve dimettere». «La prima violenza è stata contro la manifestazione degli indignati - ha spiegato il capogruppo di Rifondazione Scarabelli - proibire di manifestare in corteo a Fiom e Pd è sbagliato».
«Sul banco degli imputati ci vanno sempre le forze dell'ordine - ha ironizzato il capogruppo Pdl Rotunno - mentre certa sinistra strizza l'occhiolino ai centri sociali».
«Apprezzo l'operato delle forze dell'ordine - ha concluso il presidente Repetto - che a Roma hanno agito in modo intelligente, pur trovandosi davanti a una difficilissima situazione e contro migliaia di delinquenti che usavano tecniche di guerriglia urbana».
Dal G8 alle polveri sottili. Ieri la giunta e l'assessore Corradi (Sel) ha accolto l'invito di Spanò e di Pernigotti (Lista Biasotti) per «educare» i genovesi a spegnere i motori dei veicoli in coda: «Abbiamo visto un bus della linea 18 tenere il motore acceso per oltre sei minuti al capolinea di via Degola. È inaccettabile».