Roma Nord a secco, scattano le denunce

Antonella Aldrighetti

È allarme siccità a Roma nord? Il punto interrogativo è d’obbligo, dal momento che sono in corso verifiche. Ma quale che sia il motivo che, da una quindicina di giorni «secca» i rubinetti tra la Giustiniana, La Storta e Olgiata, il disagio per migliaia di cittadini residenti è grave. Soprattutto in giorni di solleone. È il paradosso vuole che a essere colpite siano alcune tra la zone più «in» della città.
Sotto accusa ci sarebbero le deficienze del sistema idrico di Acea Ato2 responsabile del servizio che, secondo le descrizione dei cittadini, investirebbero il «famigerato» sistema di pompaggio dell’acqua che ogni tanto andrebbe in tilt senza una spiegazione plausibile. Alcuni dei botta e risposta tra residenti e operatori del pronto intervento lo dimostrano. E qualcuno tra i più esasperati ha pure presentato una querela alle autorità giudiziarie ipotizzando un «presunto furto d’acqua». Perché da un lato chi telefona al servizio segnalazione guasti si sente rispondere che «non c’è alcun problema in zona e la sua segnalazione sarebbe la prima della giornata». Dall’altro chi chiama il centro operativo Monte Mario, deputato a monitorare il funzionamento del versante nord della città, avverte che «l’Acea ha portato in zona speciali apparecchiature per appurare quale sia il flusso idrico ed eventualmente scoprire la magagna».
Quanto ai tempi di risoluzione, buio pesto. C’è chi risponde di «attendere almeno una quindicina di giorni». Metà luglio o giù di lì. Altra è invece la posizione della municipalizzata che ci conferma il monitoraggio in corso ma non esclude che «il problema potrebbe riguardare anche qualche singolo condominio con un problema particolare». Ma allora di chi è la colpa se i rubinetti di migliaia di romani funzionano a singhiozzo? Difficile credere che Acea sposti con solerzia delle apparecchiature costose e di ultima generazione solo perché qualche condomino lamentoso ha la telefonata facile. Altrettanto difficile è credere che per svelare l’arcano ci vogliano ancora altri quindici giorni se già i primi reclami risalgono a un mese fa e noi stessi ce ne siamo occupati con un articolo.
Di certo uno degli operatori del call center di Acea ha segnalato che, dopo un intervento di una squadra addetta al controllo dell’erogazione di acqua - era il 14 giugno scorso - è stata redatta una relazione che ne evidenzia la mancanza e quindi la necessità di eseguire una serie di lavori di manutenzione. Lavori che però a oggi non sono stati ancora portati a termine. Il motivo? Non è dato sapere. Fatto sta che due giorni fa il problema della carenza idrica ha investito pure Cesano lasciando all’asciutto la cittadina per mezza giornata. E la «sete» di risposte non si placa. Tant’è che il famigerato residente - di cui omettiamo il nome - che si è esposto in prima persona presentando, proprio ieri, una denuncia alla Procura della Repubblica, ha chiesto espressamente «l’accertamento delle eventuali responsabilità, commissive e omissive, in relazione ai fatti denunciati - particolare riferimento al furto d’acqua, ma anche ad ogni altro reato configurabile - e la conseguente punizione dei colpevoli».

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