Roma, con oltre 200mila ettari coltivati è il più grande comune agricolo d’Italia

Circa 210mila ettari coltivati, 15mila aziende iscritte alla Camera di commercio e altre 5mila circa impegnate nell’agroalimentare, una produzione agricola di 900 milioni di euro, valore aggiunto 600 milioni, il più elevato della Regione Lazio, fanno di Roma il primo comune agricolo d’Italia. Se il traino dell’economia della città sono i servizi e il turismo, se fondamentale è la sua funzione di capitale amministrativa e politica, il ruolo svolto dall’agricoltura non va sottovalutato. «A Roma e provincia ci sono più aziende agricole e agroalimentari che alberghi e ristoranti» ha sottolineato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura Roma intervenendo ieri alla tavola rotonda presso la «Città del Gusto» per ricordare l’ottantesimo dalla fondazione dell’associazione che conta oggi oltre 3500 soci.
«Penso che Roma possa avere un grande ruolo sul versante agricolo», sviluppando le funzioni legate alla cooperazione e allo sviluppo internazionali, dice il sindaco Gianni Alemanno. Un ruolo di cui Roma, che ha divorato molto terreno agricolo, non è consapevole. «Bisogna capolgere il rapporto che ha con la campagna, convinti che Roma non può espandersi, ma riqualificarsi all’interno». Roma leader per produzione e per consumo con un mercato molto vasto, che Confagricoltura tende a conquistare sempre di più. Se le famiglie italiane spendono circa 150 miliardi di euro l’anno per il cibo, il 7%, (10 miliardi), si spendono a Roma. «Siamo nati agricoltori, ma oggi c’è la necessità di diventare produttori di servizi» prosegue Giansanti. L’unica strada sono gli accordi di filiera con aziende romane. «Iniziative concrete - precisa il presidente nazionale Confagricoltura Federico Vecchioni - per lo sviluppo delle imprese agricole, che avranno ricadute notevoli sul tessuto imprenditoriale ed occupazionale», con vantaggi per operatori e consumatori. Gli accordi con Italgreenoil riguardano la coltivazione di 5mila ettari di colza trasformati in altrettante tonnellate di biodisel, utilizzabili come carburante e combustibile. Con la Confcommercio la commercializzazione di carne bovina (carne di Roma sulla tavola dei romani), con la Peroni la messa a coltura di 2mila ettari ad orzo da cui ottenere 8mila tonnellate di orzo che daranno 130 milioni di boccali di birra l’anno. In via di definizione accordi anche con Acea per energie rinnovabili, fotovoltaico e biomasse e per utilizzare meglio le acque reflue e bianche per irrigazione. Con Unicredit per sostenere la crescita dimensionale delle imprese e con Fata e New Holland per l’acquisto agevolato di macchine agricole.