«Roma ore 11» di Elio Petri Quando la cronaca va in scena

Nel gennaio del ’51 crollò una palazzina, una donna perse la vita

Spettacolo inatteso, quello che va in scena all’Elfo fino al 2 marzo. Ed è tutto dedicato al regista Elio Petri.
«Signorina giovane intelligente volenterosissima attiva conoscenza dattilografia miti pretese per primo impiego cercasi»: a questo annuncio, apparso a Roma sul Messaggero nel gennaio del ’51, per un unico posto di lavoro rispondono 200 ragazze. La scala della palazzina di via Savoia 31, dove avviene la selezione, alle 11 crolla e una di loro, Anna Maria Baraldi, muore, mentre settantasette rimangono ferite.
Da questo fatto di cronaca prende spunto Roma ore 11, film realizzato da Giuseppe De Santis che uscirà nel 1952 ed è considerato un’opera chiave dell’ultimo neorealismo. L’inchiesta preparatoria, destinata a costituire lo scheletro della pellicola, è affidata a Elio Petri, allora giovanissimo giornalista dell’Unità, che indaga a ritroso in modo capillare: ragazza per ragazza, rintraccia le loro storie, le loro famiglie, gli ambienti, sonda i sogni e le attese, decifra le idee di giustizia e ingiustizia, ricostruisce l’immagine di quel mondo.
Più di un’inchiesta il suo lavoro diventa una denuncia delle miserie, della disperazione e delle prepotenze sessuali subite, particolare che costò al film il boicottaggio e la censura. Il testo di Petri, pur non essendo scritto per il teatro, tratteggia personaggi così vivi e concreti da sembrare pronti per essere recitati. Viene raccontata a 360° l’Italia del dopoguerra, quella del boom edilizio ma anche della disoccupazione, delle inquietudini, della precarietà, delle tragedia dei morti sul lavoro; una realtà solo in apparenza lontana, le cui contraddizioni sono ancora drammaticamente urgenti.
Lo spettacolo è nato dalla volontà di quattro attrici (Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres) riunite sotto la sigla di «Mitipretese» per mettere in scena, curandone anche la regia, questa cruda indagine sulla condizione femminile di ieri che ci aiuta a riflettere sull’attualità. Nella ripresa di quest’anno Anna Gualdo sostituisce Alvia Reale.
Con gli strumenti semplici, ma incisivi, del teatro di narrazione le quattro attrici non interpretano ma vivono nei personaggi. Il loro è affiatamento di intenti e sentimenti, e se ne accorge anche il pubblico che strappa loro le parole di bocca, premiandole di applausi scroscianti.
Roma ore 11
Teatro Elfo
Fino al 2 marzo
Informazioni: tel. 02.716791