Roma «ostaggio» del fuoco

Ancora incendi di auto e ciclomotori a Roma. I piromani di turno hanno agito in due parti distinte della città, a Tor Pignattara e al quartiere Salario. Nel primo caso sono andate completamente distrutte dalle fiamme una Volkswagen Lupo e una Citroën Ax parcheggiate in via Monteforte Irpino, distrutte anche una Honda Sx, uno scooter Honda Panteon e danneggiato un Piaggio Free. Ma il piromane voleva dare fuoco anche ad un’altra moto parcheggiata nelle vicinanze, uno scooter Honda. I poliziotti hanno infatti trovato dei fogli di giornale accartocciati sistemati tra la marmitta e il vano bagagli del ciclomotore pronti per innescare le fiamme. Probabilmente l’incendiario è dovuto fuggire in tutta fretta non riuscendo a portare a termine il suo piano. Già all’inizio della settimana altre quattro vetture erano bruciate in via Genazzano e in largo Battipaglia, sempre a Tor Pignattara. In quell’occasione i roghi potevano avere conseguenze ben più gravi se le fiamme fossero arrivate ad avvolgere il serbatoio alimentato a gas di due station wagon. In via Bacchiglione, invece, nei pressi di piazza Vescovio, è finita in cenere una Fiat Oblò e sono state danneggiate una Mercedes e una Renault Twingo. Intanto, mentre i roghi continuano, due immigrati, un messicano di 31 anni e un peruviano di 20, che avevano appena dato fuoco con un accendino a un cartellone pubblicitario e a un copertone d’auto, sono stati arrestati nella notte dalla polizia. I due, che erano ubriachi, sono stati denunciati per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
Ma per gli inquirenti il rompicapo del «piromane» a Roma, che colpisce quasi tutti i giorni da luglio, è ben lontano dal risolversi. «Purtroppo - spiegano gli investigatori - siamo alle prese molto probabilmente con più gruppi o personaggi che agiscono per spirito di emulazione. Un’indagine così vasta per territorio e dispersiva è particolarmente ostica». «Il Sindaco trovi i fondi per risarcire le vittime e il Prefetto dica cosa intende fare. È dal 1° luglio che la legalità subisce duri colpi». Tuonano il capogruppo di An del XX Municipio, Ludovico Todini e il vicepresidente del Consiglio del III Municipio, Giovanni Del Prete. «È la dimostrazione - continuano gli esponenti di An - che non c'è sicurezza a Roma. Se si tratta di criminali, annoiati dalla vita, emuli o malati poco importa, rimane il fatto di un fenomeno irragionevole che si sta espandendo quotidianamente».