Roma, pacchi esplosivi inviati a due ambasciate Maroni: "Pista anarchica"

Due pacchi bomba sono esplosi
nelle ambasciate della Svizzera e del Cile esplosi al momento della loro apertura: due i feriti. Maroni: "La
pista che viene seguita è quella anarco insurrezionalista anche perché ci sono dei
precedenti, a novembre iniziative simili hanno riguardato alcune
ambasciate in Grecia". Frattini: "Minaccia grave"

Roma - Paura e sgomento nella Capitale, dove sono esplosi due pacchi bomba, una nell'ambasciata svizzera, l'altro in quella cilena. Due persone sono rimaste ferite. Il più grave è un adetto della sede diplomatica svizzera. Il ministro degli Esteri Frattini: "Una minaccia grave". Invito alla massima cautela per le ambasciate italiane nel mondo.

L'ambasciata svizzera Un pacco esplosivo recapitato all’ambasciata svizzera a Roma, in via Barnaba Oriani, ai Parioli, ha provocato il ferimento di un addetto della sede diplomatica. Sul posto sono subito arrivati i carabinieri. L’uomo, ferito gravemente, è stato trasportato in ospedale da personale del 118. Il plico è esploso nel momento in cui il dipendente dell’ambasciata l'ha aperto. Al pronto soccorso del Policlinico Umberto I, gli sono state riscontrate profonde ferite alle mani.E' stato operato al Policlinico Umberti I ed è stato esluco il rischio di amputazione delle mani, come invece si era temuto.

L'ambasciata cilena Un altro pacco bomba è stato recapitato, ed è esploso, nella sede dell’ambasciata del Cile, in via Po, tra Porta Pia e villa Borghese. Il pacco è deflagrato e c’è un ferito: si tratta, anche in questo caso, di un dipendente dell’ambasciata addetto al servizio corrispondenza. L’uomo, spiegano i sanitari del 118 intervenuti sul posto insieme ai carabinieri, è stato ferito alle mani ma in modo non grave e le sue condizioni sono buone. È stato portato anche lui, come il dipendente dell’ambasciata elvetica ferito dall’esplosione di un altro pacco bomba, all’Umberto I.

Maroni: si pensa alla pista anarchica "Sono in corso le attività investigative, ma la pista che viene seguita è quella anarchica anche perchè ci sono dei precedenti, a novembre iniziative simili hanno riguardato alcune ambasciate in Grecia". Lo ha affermato, intervenendo a Porta a Porta, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, in riferimento ai pacchi bomba fatti arrivare alle ambasciate di Svizzera e Cile. "La Grecia, la Spagna, l’Italia - ha detto Maroni - vedono la presenza di gruppi anarco insurrezionalisti strettamente collegati tra di loro: il fatto che questi pacchi bomba siano arrivati alle due ambasciate ci induce a pensare che questa sia la pista. Le autorità greche e quelle spagnole collaborano da tempo con noi. Si tratta di gruppi molto violenti. Sono state allertate tutte le ambasciate e le forze dell’ordine, il ministero dell’Interno e quello degli Esteri hanno fatto una serie di verifiche in tutte le rappresentanze diplomatiche, per fortuna non ci sono stati altri esiti drammatici come quello dell’ambasciata svizzera un cui dipendente è rimasto ferito". 

Alemanno: "Brutto segnale" "Esprimo solidarietà all’ambasciata svizzera: si tratta di un brutto segnale quando partono pacchi bomba è sempre segno di qualcosa che si agita in profondità. Quindi, da questo punto di vista bisogna stare molto attenti". Così, il sindaco Gianni Alemanno ha commentato l'atto terroristico. "Faccio i miei migliori auguri all’uomo che è rimasto ferito - ha aggiunto Alemanno - l’ordigno non era di grande entità ma è pur sempre un ordigno sofisticato. Da questo punto di vista, bisogna stare molto attenti, e cercare di capire qual è il mandante e qual è l’obiettivo". Alemanno ha anche tenuto a far notare come "la Svizzera è sempre stato un Paese al di sopra delle parti, fuori dai conflitti internazionali, non obiettivo terroristico". In merito alle indagini sul pacco bomba, "aspettiamo il lavoro degli inquirenti".

Frattini: minaccia grave I pacchi bomba esplosi nelle due ambasciatesono "un fatto grave in se" e "una minaccia grave alle sedi diplomatiche", ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha comunque invitato "alla cautela e ad evitare allarmismi". Il ministro degli Esteri ha reso noto che tutte le altre ambasciate a Roma stanno compiendo accertamenti e ha fatto presente che la Farnesina ha diramato un messaggio di allerta anche alle ambasciate italiane all’estero, sollecitando "una particolare cautela". Del resto, ha ricordato il ministro degli Esteri, recentemente era stata rafforzata la sicurezza delle sedi considerate più a rischio.

Risulterebbe spedito da un indirizzo italiano il pacco bomba esploso nell’ambasciata del Cile. Il plico recapitato nella sede svizzera è andato, invece, completamento distrutto e non ci sarebbero tracce per attribuirne la spedizione. "È un atto terroristico brutale che non riusciamo a spiegarci. Il pacco bomba era destinato all’addetto culturale dell’ambasciata ed è stato aperto da un funzionario cileno che si gestire la corrispondenza", ha detto l’ambasciatore cileno, Oscar Godoy. "Non abbiamo avuto alcuna minaccia o informazione che ci facesse pensare di poter essere obiettivo di atti ostili. Il funzionario che ha aperto il pacco è stato ferito alle mani ed ora sta ricevendo le cure necessarie ed è fuori pericolo di vita".

I controlli proseguono in tutte le ambasciate nel timore che altri pacchi possano essere recapiti nei prossimi giorni. Sia per l’esplosione nella sede diplomatica elvetica, sia per quella nell’ambasciata cilena, la procura ha aperto altrettanti fascicoli processuali per attentato con finalità di terrorismo.