Roma, un pari con rimpianti A Livorno occasione buttata

Spalletti: «Buona prova, peccato per il risultato, nel secondo tempo abbiamo dominato»

Jacopo Granzotto

Nell’era dei tre punti, pareggio significa rimpianto. La Roma torna da Livorno con una parvenza di bel gioco, l’infortunio di Mancini e uno 0-0 che lascia l’amaro in bocca. Un imprevisto che spinge a interrogarsi sul reale valore della squadra. Che con questo pareggio (ottenuto contro una squadra composta, lo ricordiamo, da molti «reduci») arriva a 4 punti in tre giornate, poco per chi ambisce a piazzarsi a ridosso delle grandi. Per il momento Spalletti sembra piuttosto tranquillo e non sembra farne un dramma. «Il risultato? Delude, perché la mia squadra la partita l’ha fatta, il nostro gioco è migliorato, abbiamo finito bene, avevamo voglia di vincere. Peccato. Nel primo tempo abbiamo avuto tre occasioni per segnare, purtroppo è andata male ma la squadra, ripeto, mi è piaciuta molto». Un plauso a Mancini e Taddei: «Tutti e due hanno dato un grosso contributo tattico alla squadra». Ma cosa manca alla Roma per decollare? «Poco, nel secondo tempo abbiamo dimostrato che possimo fare grandi cose» conclude Spalletti.
Non si fa troppe illusioni, invece Donadoni, il mister del Livorno che da galoppatore della fasca milanista ora fa galoppare i suoi, alla grande: «Non potevamo ottenere di più - dice soddisfatto-. Abbiamo una squadra che ha un buon potenziale ma nel nostro dna c’è ancora la salvezza. La squadra è sempre stata abituata a lottare per certi obiettivi, sono caratteristiche comprensibili, non c’è ancora la mentalità di squadra che vuole imporre il gioco e su questo dovrò ancora lavorare molto». Per fortuna.