La Roma pensa già allo Shakhtar

Ci sarà Ferrari al posto dello squalificato Mexes

Daniele Petraroli

Neanche il tempo di mettere in cascina i primi tre punti del campionato che la Roma deve già pensare all’esordio in Champions League. Domani alle 20.45 sarà di scena all’Olimpico lo Shakhtar Donetsk (arbitrerà il francese Bertrand Layec). Più avanti nella preparazione, i campioni di Ucraina guidati da Matuzalem proveranno a guastare il ritorno nella coppa più prestigiosa a Totti e compagni a due anni dall’ultima sfortunata apparizione (quando i giallorossi chiusero il girone con un misero punto). La squadra di Lucescu è reduce da una trasferta vittoriosa (1 a 0) sul campo del Vorskla Poltava e rimane in testa alla classifica in compagnia della Dinamo Kiev dopo 6 giornate.
Fondamentale partire bene per non complicarsi un girone tutto sommato abbordabile. Per questo non c’è stato alcun giorno di riposo. I giallorossi sono tornati ad allenarsi ieri mattina a Trigoria. Seduta defatigante per chi è sceso in campo contro il Livorno, riscaldamento, skip uno contro uno e seduta tecnico-tattica per il resto del gruppo. Assoldato Mancini, sono stati i crampi e non uno stiramento a costringerlo al cambio nella partita contro gli amaranto, Spalletti dovrà però rinunciare allo squalificato Mexes. Per il francese staffetta con Chivu (che aveva dovuto saltare per l’identico motivo la prima in campionato). Al suo fianco nuovamente Matteo Ferrari. Si dovrebbe rivedere in campo, invece, Taddei al posto di uno scialbo Pizarro.
E proprio il cileno è stato protagonista, in negativo, dell’esordio di sabato. Sostituito all’inizio della ripresa, non ha salutato né il compagno che entrava al suo posto né si è fermato in panchina per correre sotto la doccia, infastidito per la decisione dell’allenatore. Un gesto grave, in particolar modo per una squadra che ha fatto del gruppo, e del rispetto di esso, la sua forza. Ieri il chiarimento imposto da Spalletti. Il centrocampista ha parlato con il tecnico e con i compagni spiegando che la sua reazione non era dovuta alla sostituzione ma all’essersi reso conto di aver giocato al di sotto delle proprie possibilità e delle aspettative del suo nuovo pubblico. Capitolo chiuso, dunque. Ma proprio per dimostrare alla squadra che quest’anno comportamenti del genere non saranno accettati in nessun caso (un Cassano è bastato al tecnico di Certaldo) domani il cileno partirà dalla panchina.
Tornando al match di sabato, della Roma è piaciuto soprattutto il carattere. Il non essersi lasciati andare dopo le difficoltà del primo tempo con gli amaranto ben chiusi nella propria metà campo. Certo la condizione di alcuni giocatori (Totti e Pizarro su tutti) non è delle ottimali. Piaciuti in particolar modo, invece, Mexes, ma è solo una conferma, e Ferrari. Accolto con scetticismo dai tifosi dopo il ritorno dall’Inghilterra, il difensore ha mostrato sicurezza in più di un’occasione. Dopo il francese e Chivu, dunque, sembra, che Spalletti abbia trovato finalmente la riserva di livello che aspettava. Solite certezze De Rossi e Amantino Mancini. Da rivedere Perrotta, in ritardo di condizione, e Montella. Proprio il recupero completo dell’aeroplanino dopo una stagione difficile potrebbe rappresentare l’arma in più per una Roma che punta decisamente a infastidire le due milanesi (entrambe vincenti in esordi non facili) per la corsa al tricolore.