Roma, il pirata resta in carcere: "Omicidio colposo"

L'accusa per Stefano Lucidi che giovedì scorso ha ucciso i due ventenni a bordo dello scooter è stata derubricata da duplice omicidio volontario a omicidio colposo aggravato: "Ha sterzato"

Roma - Resta in carcere Stefano Lucidi, il giovane che giovedì scorso ha investito e ucciso con la sua auto Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, i due ventenni che viaggiavano a bordo di uno scooter. Il gip Roberta Palmisano, del tribunale di Roma, ha convalidato il fermo disposto dal pm Carlo Lasperanza, ma ha derubricato l’accusa contestata. In particolare, da duplice omicidio volontario con dolo eventuale il giudice ha convalidato per omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento. Il pm Lasperanza, lasciando il carcere di Regina Coeli si è detto comunque soddisfatto della decisione assunta dal gip. In sede di esame della richiesta di convalida del fermo, il pirata della strada è stato interrogato per oltre quattro ore e ha sostanzialmente ribadito la confessione fatta ai vigili urbani dopo essersi consegnato.

Il legale "Siamo profondamente turbati dalle drammatiche conseguenze dell’incidente, avvenuto giovedì scorso. La famiglia del mio assistito esprime la piena solidarietà a quelle delle vittime". Ha detto così l’avvocato Basilio Fiore, difensore di Lucidi, uscendo dal carcere di Regina Coeli, dopo l’interrogatorio di convalida del fermo. Il legale ha spiegato che il giudice ha dato una diversa qualificazione del reato ipotizzato a carico di Lucidi alla luce anche della istanza fatta dalla difesa. "Nei prossimi giorni chiederemo gli arresti domiciliari - ha continuato il penalista - la decisione del giudice ritengo sia giusta e rimette il mio assistito in condizioni di sperare nel futuro". Il pm Lasperanza nel decreto di fermo per Lucidi aveva contestato il duplice omicidio volontario con dolo eventuale e omissione di soccorso.

Le motivazioni "Nel caso in esame l’evento non è stato voluto né accettato dall’indagato e ciò è provato dal fatto che egli ha frenato e sterzato a destra, in questo modo ponendo in essere la controvolontà che connota le ipotesi di colpa cosciente". È su questo presupposto che il gip di Roma Roberta Palmisano ha modificato l’imputazione di omicidio volontario con dolo eventuale in quella meno "grave" di omicidio colposo aggravato dalla previsione dell’evento. La procura ha tuttavia deciso di impugnare davanti al tribunale del riesame la decisione del gip di rubricare l’accusa. Secondo i pm il fatto che l’indagato abbia tentato di sterzare non giustifica un’attenuazione della sua posizione. Se non avesse neanche tentato quella manovra - è la tesi della procura - si sarebbe dovuto configurare addirittura un omicidio volontario con dolo diretto. A Lucidi è contestato anche l’omissione di soccorso. Il tutto con l’aggravante della guida senza patente e del passaggio con il rosso. Secondo il gip Palmisano non può quindi ravvisarsi la fattispecie configurata dal pm perché questa necessità della "prova che l’agente ha accettato consapevolmente il rischio del verificarsi dell’evento".