Roma, piscine e asili nido I regali di Veltroni ai rom

A Roma, per non essere da meno rispetto ai «regali» del governo Prodi, l’ex sindaco Veltroni prima delle dimissioni ha pensato bene di concedere ulteriori «privilegi» ai nomadi dei campi sosta più estesi della città, come quello di Salone che si trova nella periferia est tra la Collatina e la Tiburtina. Un insediamento che è stato spesso sotto i riflettori della cronaca nera per inseguimenti, sparatorie, operazioni antidroga e traffico di armi. Ma non solo: furono proprio le scorribande dei giovani nomadi di questo campo a costringere nel 2002 le Ferrovie dello Stato a chiudere la stazione di Salone con pesanti disagi soprattutto per i pendolari. Eppure i rom di diverse etnie che risiedono a Salone non si fanno mancare nulla e, grazie ai generosi finanziamenti del Campidoglio e alla collaborazione del municipio, possono contare su tutti i comfort. Nell’estate del 2006 ottennero addirittura che il campo fosse dotato di una piscina e le loro abitazioni di condizionatori d’aria e riscaldamenti a pompa di calore. Ma in quest’ultimo periodo sono stati realizzati anche un parco giochi per bambini con scivoli e altalene, aiuole curate, campi di calcetto, una ludoteca per i più piccini e un attrezzato asilo nido. Insomma, grazie a Veltroni, un campo sosta-modello. Una specie di «paradiso» che, però, i romani che abitano nei quartieri vicini possono solo sognare. A Case Rosse, sulla Tiburtina, ci sono ancora strade sterrate, l’illuminazione pubblica è insufficiente il degrado regna ovunque e i servizi sono da Terzo mondo, quando non mancano del tutto. Stesso discorso per Ponte di Nona, il nuovo insediamento periferico sulla Collatina abitato soprattutto da giovani coppie, dove ci sono quindi molti bambini ma nessun asilo nido, nessun parco, nessun impianto sportivo. Niente di niente. Eppure questi sfortunati romani - a differenza dei nomadi del vicino campo di Salone - fanno sacrifici enormi per pagare il mutuo di casa e pure l’Ici, la tassa sui rifiuti (aumentata del 18 per cento) e cento altri balzelli senza avere nulla in cambio dal Campidoglio.
Ma non è finita qui sul fronte dei privilegi a favore dei nomadi. A dare man forte all’ex sindaco di Roma ci si è messo anche il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo che ha regalato al Campidoglio 400mila euro per migliorare le condizioni di vita negli accampamenti. Questa vicenda è stata denunciata dal consigliere regionale dell’Udc Fabio Desideri il quale ha rivelato che quei soldi, invece, «servivano per ristrutturare strade ed edifici pubblici nei comuni del Lazio nell’ambito di un programma straordinario di investimenti varato con una legge regionale». Marrazzo, insomma, ha dirottato i fondi nelle casse del Campidoglio con una singolare motivazione: potenziare gli accampamenti nomadi. Anzi, come viene spiegato in perfetto burocratese, «realizzare le condizioni di recupero della qualità ambientale degli spazi urbani destinati agli insediamenti rom e creare aree dedicate ai servizi socio-educativi della popolazione nomade pre-scolare».