Roma, la precaria rinuncia al seggio: "Sto con il Cavaliere, ma non corro"

La studentessa a cui Berlusconi consigliò di sposare il figlio cambia idea sulla candidatura

da Roma

Andata e ritorno in ventiquattr’ore per la precaria più famosa d’Italia. È durata poco la carriera politica di Perla Pavoncello, la studentessa a cui Silvio Berlusconi aveva scherzosamente consigliato di sposare suo figlio per risolvere i problemi di lavoratrice a tempo determinato. Gianni Alemanno, candidato sindaco a Roma per il Pdl, ne aveva annunciato l’inserimento in lista venerdì, «per dimostrare la montatura della sinistra sulla battuta di Berlusconi». Ieri, però, la retromarcia della 24enne.
I primi dubbi erano emersi in mattinata, quando lo stesso Alemanno aveva confermato la sua candidatura al 47° posto della lista, anche se «la ragazza non ha ancora sciolto la riserva». L’annuncio del dietrofront è giunto intorno a mezzogiorno: «Ci ho ripensato. Preferisco continuare a portare avanti le mie idee da privata cittadina, lontana dalla politica». Un ripensamento causato da «motivazioni personali». Una decisione che spiazza di nuovo quanti si erano già scagliati contro di lei. Come Oliviero Diliberto, che aveva definito la sua vicenda «pietosa».
La «breve ma intensa» esperienza politica della studentessa precaria non cambia però le sue convinzioni: «La preferenza per il Popolo della libertà resta. Chi altro potrei scegliere, dopo il complimento del Cavaliere sul mio sorriso... ». Il suo nome rimane tuttavia in lista, anche se Perla potrà formalizzare l’annunciata rinuncia.
Nel quadro delle elezioni comunali nella capitale, anche Beppe Grillo (che sostiene la candidata Serenetta Monti) ha alzato i toni. Oltre a denunciare presunte irregolarità ai danni della lista civica «Amici di Beppe Grillo», il comico ha arringato i romani: «Se eleggete Rutelli, torno qui e vi mando un vaffa».