Roma, preso uno dei piromani delle auto

È un operaio 26enne, denunciato l’altra notte per aver appiccato il fuoco a due vetture

Alessia Marani

da Roma

Preso. Riconosciuto dai testimoni, prelevato dai carabinieri dalla sua casa dell’Eur nella tarda serata di mercoledì: è Gianluca R., operaio di 26 anni, piccoli precedenti alle spalle, uno dei presunti piromani che dall’inizio di giugno ha messo a ferro e fuoco auto e motorini parcheggiati per le strade di Roma. Più di duecento, finora, quelle bruciate in nemmeno due mesi di «folli» incursioni da una parte all’altra della città. Al giovane, in particolare, viene contestato il rogo di una Nissan Terrano e di una Rover andate a fuoco nella notte tra il 9 e il 10 agosto in via Fiume Bianco. Tre ragazzi affacciati a un balcone a mangiare frutta e gelato lo avrebbero visto mentre, insieme a dei complici, fuggiva a bordo della sua Opel Corsa blu dopo avere appiccato le fiamme. Nella sua utilitaria i militari del maggiore Falferi hanno rinvenuto una tanica di benzina con all’interno ancora tracce di carburante e un tubo di gomma. Anche la posizione di alcuni suoi amici è ora al vaglio degli inquirenti. Stamattina, intanto, è fissata l’udienza di convalida dell’arresto.
«Mi aspetto una condanna esemplare - ha dichiarato il prefetto Achille Serra proprio al termine di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata ieri per mettere a punto una task-force antipiromani -. L’ipotesi più accreditata è che ad agire siano più bande che per noia o spirito di emulazione innescano incendi a catena. Bisogna fermare chi, di bruciare auto e moto, ne ha fatto il gioco dell’estate. Insieme alle pattuglie in divisa gireranno uomini in borghese, aiutati anche dai vigili urbani». Con le forze dell’ordine si è congratulato il sindaco Walter Veltroni che in questi giorni sta predisponendo un fondo di solidarietà per i cittadini danneggiati: «Almeno per quelli delle fasce meno abbienti - spiega - che senza più auto o scooter non possono neppure lavorare». L’altra notte altre tre auto sono bruciate nel quartiere San Basilio. L’incubo dei piromani è ben lontano dallo svanire. «Non tutti i roghi - sostengono gli inquirenti - sono riconducibili alla stessa mano. Si tratta di un’indagine complicata e dispersiva. Chiediamo a tutti la massima collaborazione».