Roma profanata dalla follia no-global

È stato un sabato di violenze e stupidità, che hanno reso disastrosa una giornata per la quale Roma aveva già pagato un peso enorme in termini di disagi. Nel «Bush-day», la prima pagina se la guadagnano ancora una volta gli antagonisti che, nella coda del corteo che protestava contro l’uomo che definivano «il più odiato del mondo» si sono resi protagonisti di scontri insensati con le forze dell’ordine, al punto da costringere in serata il sindaco Walter Veltroni a solidarizzare con i «ragazzi in divisa che hanno sopportato ogni tipo di provocazione da parte di violenti mascherati, estranei alla città». Gli episodi più gravi sono avvenuti tra le 19 e le 20 in un rettangolo di corso Vittorio Emanuele, che è stato praticamente «sigillato» dalle forze dell’ordine tra via dei Baullari, corso Rinascimento e piazza della Cancelleria. Qui un centinaio di anarchici, molti dei quali provenienti dal Nord-Est ha seminato rabbia e distruzione con lanci di oggetti contro la polizia, che ha risposto con cariche di alleggerimento.
Alla fine il bilancio parla di sei fermati (tre giovani romani, un ultrà ternano, un ungherese e uno sloveno); nove persone ferite (sei poliziotti e tre manifestanti); una ventina di persone tra agenti e antagonisti medicati direttamente in loco da sanitari del 118; la troupe del Tg1 composta dalla cronista Laura Mambelli e dall’operatore Marco Miccadei colpita da un petardo mentre intervistavano i partecipanti al corteo quando ancora si trovavano in via Cavour; un’altra troupe, quella della «Nessuno Tv», allontanata con modi spicci dal corteo. E poi la vetrina della filiale della Banca di Roma, in piazza san Pantaleo, distrutta; sei fioriere davanti a un ristorante in un vicolo vicino a piazza Navona rotte e i resti usati come proiettili; diverse scritte lungo il percorso del corteo fino all’ultima, sopra la statua di Marco Minghetti, in piazza san Pantaleo, principale teatro dei tafferugli: «Bush infame protetto da guardie infami». Questo dopo la perla della mattinata, la scritta «Bush=Moro» trovata sulla lapide che ricorda la strage di via Fani.
Una triste conclusione per una giornata in cui Roma era apparsa spettrale e metafisica ai pochi concittadini che si erano avventurati in centro e nelle altre zone calde invece di approfittare della bella giornata di sole per una gita al mare. Traffico sparito nel centro storico, ai Parioli, attorno a piazza San Pietro, piazza del Quirinale, a piazza Colonna, piazza Venezia, ma anche in tante parti della periferia. Taxi e linee di autobus, forze dell’ordine ovunque, blocchi improvvisati anche per i pedoni, stazioni sotto assedio per l’arrivo e la partenza dei partecipanti alle manifestazioni. Insolita quiete a Trastevere, dopo la cancellazione della visita di Bush: ieri mattina nel rione c’è stata anche una partitella di pallone in piazza Santa Maria in Trastevere.