Roma, resta soltanto il cuore

La Roma saluta virtualmente la Champions League e lo fa al termine di una serata che non ha il sapore dell’umiliazione ma quello della sconfitta senza appello sì. Privi di Totti, Perrotta e Juan, i giallorossi sono stati sconfitti per 2-0 da un Manchester United che si sapeva spettacolare ma che ieri si è dimostrato soprattutto spietato nello sfruttare al massimo un’occasione e mezza per realizzare due gol. Dall’altra parte la Roma (così come sabato scorso a Cagliari) non è stata capace di sfruttare le poche ma importanti chance di segnare. Inutili un primo tempo fatto tutto di concentrazione ma con pochissimi lampi, con la doccia fredda dello splendido gol di Cristiano Ronaldo e soprattutto un vibrante inizio di secondo tempo, chiuso dal raddoppio di Rooney, al quarto gol alla Roma in due stagioni. Praticamente inutile la partita di mercoledì prossimo all’Old Trafford, dove i giallorossi dovrebbero vincere per 3-1. Eppure qualcosa di buono c’è stato ieri: la lezione di stile del pubblico che - in un finale dolceamaro - mai ha fischiato i suoi beniamini e anzi li ha osannati come dopo una grande vittoria. Si riparte da qui, pensando a un amore infinito tra una città e una squadra e a un campionato tutt’altro che finito.