La Roma rifiata prima dei 18 giorni della verità

Domenica di riposo ieri per la Roma dopo la sofferta vittoria di sabato sera contro la Reggina. Una giornata trascorsa ad attendere (inutilmente) buone notizie dagli altri campi. E a recuperare preziose energie in vista del ciclo di ferro che attende i giallorossi: sabato alle 20,30 anticipo serale all’Olimpico di Torino contro la Juventus che è rimasta a 4 punti; poi martedì alle 20,45 all’Olimpico (stavolta quello romano) l’andata degli ottavi di Champions League contro il Real Madrid. Quindi, a seguire, il 24 febbraio Roma-Fiorentina, mercoledì 27 Inter-Roma, domenica 2 marzo Roma-Parma e mercoledì 5 il ritorno contro il Real. Una raffica di partite decisive (6 in 18 giorni, una ogni tre) per la quale servirà una squadra in piena forma fisica e mentale. Molto diversa da quella ammirata (si fa per dire) nelle ultime settimane.
Per questo Spalletti ha concesso ai suoi non uno ma due giorni di riposo. I giocatori giallorossi infatti riposeranno anche oggi e torneranno a lavorare a Trigoria domani mattina. Spalletti avrà tutti i giocatori a disposizione eccetto Juan. Il centrale difensivo brasiliano poco meno di un mese fa ha riportato un trauma contusivo distorsivo al collo del piede destro, sta affrettando i tempi per rientrare in campo ma è prematuro dire se potrà dare il suo contributo ai 18 giorni della verità. A rallentare il suo rientro nel gruppo anche una fastidiosa influenza. Qualche fastidio a una caviglia per Mancini, l’uomo che in queste settimane è risultato più decisivo.
Chi invece nelle ultime partite è apparso un po’ in calo è Rodrigo Taddei, che forse sta pagando ora il lungo stop autunnale. È lui oggi a parlare in un’intervista esclusiva rilasciata alla trasmissione «Guarda che lupa», in onda alle 18,30 (con replica alle 0,30) su Sky Sport 1, alcuni brani della quale sono stati anticipati dal sito www.romanews.eu. Taddei parla tra l’altro del suo «no» alla Juventus («la Roma è stata la prima squadra che mi ha cercato, a volermi veramente. Sono contento di essere qui, perché la Roma mi voleva e per la conoscenza che avevo della Roma in Brasile, volevo giocare in questa grande squadra che è la Roma») e della prossima sfida con il Real Madrid («una partita difficilissima, dove ci vuole concentrazione, dove chi sbaglierà di meno, sicuramente passerà il turno. La Champions League è uno dei campionati più importanti al mondo, ti fa conoscere in tutta Europa, in tutto il mondo ed io mi auguro, insieme ai miei compagni, di poter arrivare fino in fondo»).