La Roma riparte dalla Germania

In campo anche i neoacquisti Giuly ed Esposito

Il ritorno in Germania, una settimana dopo la scoppola subita a Stoccarda, stavolta regala sensazioni diverse ai giallorossi. Meno imballati e certamente più in palla rispetto al debutto del 22 luglio, i tesserati del presidente Franco Sensi (a proposito, auguri per l’ottantunesimo compleanno!) dimostrano di non aver perso le peculiarità «spallettiane» incentrate sulle ripartenze e sul gioco che viene sviluppato per lo più lungo le fasce alte. Con il club dell’amico-nemico Rudi Voeller, assente giovedì sera alla kermesse degli 80 anni, si chiude sul due a due una gara dove non sono mancati i momenti esaltanti nonostante il gran caldo e qualche meccanismo ancora non a regime.
In Vestfalia Spalletti (che lascia a casa Ferrari e Mancini) schiera una formazione meno rimaneggiata rispetto a quella dello 0-4 patito sette giorni prima: Julio Sergio viene posizionato fra i pali, Cassetti e Tonetto sulle fasce, Mexes e Juan al centro della difesa, De Rossi, Pizarro e Perrotta nel triangolo di centrocampo con Totti punta unica e i neo acquisti Giuly ed Esposito a lavorare sulle fasce alte al posto di Taddei e Mancini. Skibbe, tecnico del Bayer Leverkusen, dispone in campo una formazione, sulla carta, di emeriti sconosciuti per i nostri gusti, col solo Gresko, ex interista, che regala un «brividino» appena alla lettura delle formazioni. L’asiatico Coi Kwang Po fischia puntuale alle 17 l’inizio del match, neanche due minuti dopo la Roma va in gol: Esposito, Totti, Cassetti, Perrotta, bastano quattro tocchi per griffare lo 0-1. La squadra comincia a far vedere trame di gioco piacevoli. Ma un quarto d’ora più tardi i panzer pareggiano, su calcio di rigore. Forse è ingenuo l’intervento di Tonetto, che in scivolata colpisce oltre che la palla l’avversario. Tira Schneider, palla a sinistra, laddove va anche Julio Sergio senza però arrivarci. È il 17’ ed è tutto da rifare con i nostri a sviluppare ottime geometrie e quelli dall’altra parte che caricano a testa bassa. Julio Sergio (che sull’uno a zero aveva salvato già il risultato) si erge a protagonista salvando d’istinto poco dopo la mezz’ora.
Nel secondo tempo Schneider fa il bis al minuto numero 23 mentre Nonda non si fa pregare e a tre giri di lancette dalla fine del match la butta dentro. «Il 2 a 2 fa morale, ma m’interessa poco», ha sottolineato Luciano Spalletti a fine gara, felice più per i movimenti dei suoi uomini osservati in campo piuttosto che per il risultato gratificante. Punto a capo, si ricomincia. Col presidente Sensi in vacanza a Visso, pronto a godersi i primi sorrisi della nipotina Matilde (la figlia di Maria Cristina e del marito Lorenzo Colonna nata due giorni fa) e la squadra a Trigoria, dove preparerà la terza uscita stagionale, prevista per il 4 agosto in casa del West Ham. Per ora il mercato può attendere, anche se c’è chi è pronto a mettere la mano sul fuoco perché già prevede lo sbarco a Roma di Cicinho. Con buona pace, ovviamente, di Muzio Scevola.