La Roma risorge col Chelsea Cruz salva l'Inter dall'Anorthosis

Panucci e Vucinic eroi nella notte dell'Olimpico: 3-1 al Chelsea nella gara più difficile. L'Inter ringrazia il ritorno del suo bomber di scorta dopo due settimane di castigo: <strong><a href="/a.pic1?ID=303714" target="_blank">3-3 in extremis a Cipro</a></strong> contro l'Anorthosis

Roma - Roba da stropicciarsi gli occhi dopo tanti bocconi amari ingoiati in un mese. La Roma torna a proporre il vestito buono in Europa e contro un avversario di rango come il Chelsea. Non sapeva più cosa inventare Spalletti per dare una scossa alla squadra involuta e senza nerbo, con la contestazione che cominciava a montare. Contro quella che poteva essere la sua squadra, l’allenatore toscano decide così di abiurare il modulo a lui tanto caro e che aveva dato lustro ai giallorossi dentro e fuori i confini nazionali. Risultato: un successo che mancava da 33 giorni, un bis del 3-1 ottenuto a Bordeaux che tiene i romanisti addirittura in corsa per il primo posto nel girone, ma soprattutto dà una grossa iniezione di fiducia al morale. Giusta la sensazione della vigilia: il tecnico sembra essere riuscito a ricompattare lasquadra, accusata sin dall’inizio della stagione di non seguire più il verbo del vate di Certaldo. Ieri sera, dopo aver toccato il fondo in Italia, la risposta in Europa. Figlia non certo di un gioco spumeggiante (per quello ci sarà tempo), ma di una grinta rivelatasi merce rara in casa Roma nel sofferto inizio di stagione. E il tanto bistrattato Vucinic, appena sente odore di match internazionale, si riabilita: sua la doppietta che affossa il Chelsea, padrone del campo per mezz’ora sul piano del possesso palla e delle occasioni, ma poi stordito dal solito gol europeo di Panucci (sono undici in Champions perl’exdei Blues) e affossato dall’uno due del montenegrino. «Quella che abbiamo visto stasera è la Roma», dice il presidente Rosella Sensi, che confermadinonavermaimessoin discussione il tecnico. In tribuna c’è anche il presidente dell’Uefa Michel Platini, venuto a battezzare l’Olimpico che a maggio ospiterà l’atto finale della Champions. Nel pomeriggio aveva incontrato il vecchio compagno di squadra Zbigniew Boniek per tematiche legate a Euro 2012, con la Polonia Paese organizzatore insieme all’Ucraina al momento un po’ in difficoltà. Dopo i cinque scivoloni consecutivi, Spalletti decide di proporre un quasi inedito (per lui) 4-4-2 con la coppia Totti-Vucinic davanti e un rombo di centrocampo con Brighi e Perrotta. I sacrificati sono il finora deludente Taddei e lo «stakanovista» Riise. Il copione sembra scritto: Roma sulla difensiva e pronta alle ripartenze, Chelsea che tiene palla e cerca di stuzzicare i giallorossi. Dopo tre parate di Doni, improvviso il gol di Panucci che approfitta di una difesa immobile e sblocca la partita. Sul campo allentato dalla pioggia, Totti (positivo soprattutto per la sua presenza) e Pizarro danno fosforo alla Roma,mala vera sorpresa è la nuova prova di quantità di Brighi. L’inizio ripresa è la svolta della partita. Nel segno di Vucinic: due gol, un destro dal limite e un tocco dopo un’azione solitaria di 60 metri. Tre a zero, roba da stropicciarsi gli occhi. Chelsea annichilito, inutile il gol di Terry che sfrutta una corta deviazione di Doni. Ora c’è da confermarsi in campionato e Bologna è forse l’occasione migliore. Prima del match, il solito episodio spiacevole: una rissa tra tifosi inglesi e italiani nata all’ingresso della curva sud. Il bilancio è di un arresto, un denunciato e quattro feriti (un poliziotto e tre supporter del Chelsea).