Roma, Rutelli non passa. Ballottaggio Amministrative confermano vittoria Pdl

Le proiezioni danno l'ex ministro Pd in vantaggio di 4 punti. E al ballottaggio Alemanno potrebbe contare sugli elettori centristi e sui fedelissimi di Storace. <a href="/a.pic1?ID=255252"><strong>Le altre sfide tra Province e Comuni</strong></a>: Brescia a sorpresa al Pdl, a Varese e Treviso trionfo della Lega

Roma - L’effetto-Berlusconi si allunga anche sul Campidoglio: sarà ballottaggio tra Francesco Rutelli e Gianni Alemanno. Lo dicono i dati in arrivo dalle sezioni: quando ne sono pervenute 1.417 su 2.600 Rutelli è al 45,9 e Alemanno al 40,4.

Nessun colpo di scena è possibile: sarà spareggio per la poltrona del sindaco più importante d’Italia. Una notizia che profuma di svolta storica in una città amministrata dal centrosinistra da quindici anni e nella quale solo due anni fa Walter Veltroni aveva stracciato lo stesso Alemanno al primo turno con il 61,44 per cento dei voti. Una percentuale che già si immaginava fuori dalla portata del ministro dei Beni culturali nonché ex sindaco. E però gli ultimi sondaggi di due settimane fa lasciavano ben aperta la porta di un’affermazione al primo colpo. E invece ieri Rutelli non ha mai potuto illudersi di portare via tutto il piatto alla prima mano. Anzi, si è subito rassegnato ad altre due settimane di campagna elettorale, sforzandosi di trovare un aspetto positivo in tutto ciò: «Questo potrà permettere non soltanto di rinnovare e consolidare il governo di Roma, ma anche di cogliere una rivincita importante dopo il voto delle elezioni politiche, regionali e amministrative».

Sarà. Nel Pdl, dove ormai hanno i crampi alle guance a forza di sorridere ininterrottamente da 24 ore, la pensano in maniera diversa. «Ora andare al ballottaggio, quando si sperava di vincere al primo turno, vuol dire prendersi una rivincita? Contenti loro. Mi sembrano sempre più confusi», sintetizza il coordinatore regionale di Forza Italia Francesco Giro. L’insuccesso personale di Rutelli, comunque finirà tra dodici giorni, è palese almeno quanto il successo di Alemanno, che non è nemmeno romano. Basti dire che il dato dei voti attribuiti al solo candidato sindaco, senza voto di lista, vede Alemanno avanti rispetto a Rutelli.

A questo punto la partita è davvero aperta. Non pare vero ad Alemanno: «Se i primi dati dovessero essere confermati anche solo in parte, da Roma verrebbe una lezione: non si può fare politica senza tenere presente la realtà, solo con l’ipocrisia. Il popolo di Roma sta rivendicando rispetto per la realtà. In un mese di campagna elettorale Rutelli non ha mai non dico chiesto scusa, ma almeno riconosciuto gli errori della sinistra», inizia prudente. Finirà, in un crescendo di entusiasmo, lanciando l’appello «alla mobilitazione per il ballottaggio», chiedendo di tornare per una volta all’unione del centrodestra pre-Pdl e giungendo a invocare un’inedito appoggio dello sbalestrato elettorato di sinistra «affinché si schieri dalla parte del cambiamento».

Ma in realtà, anche se il risultato di ieri è sorprendente, la strada perché Alemanno possa davvero insidiare Rutelli è lunga. E passa dal corteggiamento di ex-alleati e fuoriusciti che alle urne a Roma si sono presentati numerosi e in ordine sparso: solo contando i voti raccolti da Francesco Storace (La Destra), Luciano Ciocchetti (Udc), Mario Baccini (Rosa bianca) e Michele Baldi (ex Forza Italia) si colmerebbe il divario tra i due contendenti. Anche se a giudicare dalle prime dichiarazioni a caldo questa operazione di aritmetica elettorale non va data per scontata. I primi esclusi infatti, come si dice da queste parti, «se la tirano». «Possiamo essere determinanti al ballottaggio - scopre Ciocchetti, che non svela le sue carte -.

Decideranno gli iscritti al partito». «Giovedì comunicherò le mie decisioni», dice Storace, andando in controtendenza al suo collega di partito Teodoro Buontempo, che da candidato sconfitto alla Provincia di Roma ha quasi «promesso» i suoi voti al candidato del Pdl, Alfredo Antoniozzi nell’altro «spareggio» capitolino che si svolgerà tra due settimane contro Nicola Zingaretti (Pd).