Roma, salme gettate in discarica

La procura apre un’inchiesta dopo la denuncia di un ex dipendente dei servizi cimiteriali: "I corpi esumati buttati in cassonetti a cielo aperto". L’azienda comunale: "Procedure sempre rispettate"

Gian Marco Chiocci - Alessia Marani

Roma - Il caro estinto gettato nella spazzatura? Succederebbe anche questo nel cimitero monumentale di Roma, già passato alle cronache per tombe vip abusive, danneggiamenti e storie di ricatti e mazzette all’ombra dei cipressi. Almeno secondo un esposto giunto sui tavoli dei magistrati di piazzale Clodio a firma di un ex dipendente dell’Ama, la società capitolina che ha in carico i servizi cimiteriali. Un dettagliato dossier con tanto di fotografie allegate che racconta di salme disseppellite, viste buttare in cassonetti a cielo aperto e poi caricate su camion diretti alla discarica di Malagrotta, appena fuori città, lungo la via Portuense. La procura di Roma indaga da giorni, in gran segreto.

Il racconto, ovviamente, è tutto da verificare. La sezione di polizia giudiziaria di piazzale Clodio sta ultimando i riscontri al cimitero ma anche al sito di raccolta della spazzatura fuori dal raccordo anulare. La versione del supertestimone parte dalla casuale scoperta, nei pressi della sala mortuaria del Verano, di alcuni sacchi accatastati nei cassonetti. L’uomo vede distintamente un gruppetto di operai intento a scoperchiare numerose tombe, alcune tra le più datate. I custodi le chiamano le «trentennali». I corpi - secondo il suo racconto in procura - vengono raccolti, infilati in sacchi bianchi, trasportati da alcuni furgoncini e gettati in grossi contenitori metallici verdi di quelli, appunto, solitamente utilizzati per la raccolta dei rifiuti. Restano lì per giorni, alcuni addirittura sparsi per il piazzale se i container sono già stracolmi. Finché non arrivano i camion a portarli via. Una scena che si ripete più volte, per mesi. Con un solo stop ad agosto per poi riprendere a settembre. Fino a che l’ex operaio, avuta la certezza della destinazione discarica, non decide di denunciare tutto.

Nient’altro che un «abbaglio», invece, per l’Ama. «Sono operazioni di routine - s’affretta, infatti, a spiegare Ettore Gabato, direttore della comunicazione dell’azienda - che avvengono rigorosamente alla presenza di un medico legale. In pratica, allo scadere dei dieci anni, come legge vuole, le salme vengono esumate. Sotto il controllo del medico vengono separate le parti umane dai materiali di risulta, bara, cuscini, pezzi di vestiario e quant’altro. Le prime vengono rimesse in un loculo dove i parenti potranno continuare a visitarle. Quel che rimane viene gettato via, portato in discarica dalle ditte convenzionate. Non c’è nulla che non avvenga secondo le regole, lo ripeto. E a quanto ci risulta nessuna inchiesta è stata aperta. Siamo pronti a querelare».

Sul macabro caso la Procura romana intende fare luce fino in fondo. L’ex dipendente, ascoltato per ore dagli inquirenti, giura di avere ripetutamente chiesto ai «seppellitori» del Verano se le salme fossero in procinto d’essere trasferite all’interno dell’ossario, ma di avere ricevuto puntualmente risposta negativa. Anzi. Di avere anche domandato chi fossero gli addetti all’ossario, sentendosi dire che in realtà non esisteva alcuna figura del genere, ma che tutto veniva sistemato «dignitosamente» a Malagrotta. Sostiene di avere visto coi suoi occhi, alla fine di settembre, i corpi avvolti nei teloni bianchi, penzolare dal cassone del camion completamente scoperto che, varcati i cancelli del Verano, superava Porta Maggiore dirigendosi verso via Cristoforo Colombo, direzione sud. Non basta.
Il testimone, trasformato in una sorta di Sherlock Holmes, racconta di aver perso le tracce del mezzo ma di essere andato ugualmente a Malagrotta. Di avere atteso a lungo l’uscita del camion, ma inutilmente. Di avere poi effettuato una semplice visura della targa al registro automobilistico per svelare l’arcano: il camion, infatti, appartiene a una ditta con sede, guarda caso, proprio all’interno della discarica di via di Malagrotta. Accuse gravi, carabinieri e procura sono al lavoro.