La Roma sbaglia troppo, il Milan ringrazia

Dopo aver segnato la rete dell’1-1, Gilardino spreca una clamorosa occasione su assist di Kakà

da Roma

Sei mesi «particolarmente duri e intensi» per fronteggiare un’emergenza continua: da calciopoli alle morti di Licursi e Raciti, con il conseguente stop del campionato. Luca Pancalli, commissario straordinario della federcalcio, all’ultimo giorno dell’incarico, ha presentato il suo bilancio. «La cosa di cui vado più fiero? Aver ristabilito il dialogo nel mondo del calcio e fissato le premesse per evitare che in futuro non si possa ripetere calciopoli», sostiene. Anche se i verdetti del Coni hanno lasciato molto amaro in bocca. «I giudici, sportivi e non, sono degli uomini e possono commettere degli errori», sottolinea Pancalli in risposta ad Andrea Della Valle. In sei mesi è riuscito addirittura ad appassionarsi al calcio che prima non seguiva, addirittura («davanti alla tv cambiavo canale»). «Colpa di questo palazzo (in via Allegri, ndr.), è contagioso...» la spiegazione.
Ora Pancalli tornerà alla sua attività di vicepresidente del Coni e alla guida del comitato paralimpico. In molti lo avrebbero voluto come presidente della federcalcio, invito rifiutato. «Per un segnale di coerenza - sottolinea il commissario -. Ero stato chiamato ad assolvere a un compito preciso, il mio lavoro è finito, adesso so dove la macchina può andare. Ma io ho preso un impegno anche con quei 20mila “sfigati” di disabili che mi hanno votato...».
Nel suo futuro c’è la guida del comitato di euro2012, se il 18 aprile a Cardiff l’Uefa ci assegnerà l’organizzazione dell’evento, ipotesi resa più complicata dal decreto antiviolenza che rischia di decadere. È uno dei suoi crucci. «Sono preoccupato, perplesso e turbato - ammette Pancalli - ma resto fiducioso, il decreto non può saltare. Ma se non dovesse andare in porto, fossi rimasto io alla guida della Figc la prima cosa che avrei fatto sarebbe stata dimettermi. E se per il mancato varo della legge dovessimo perdere la corsa all’assegnazione degli Europei 2012 ce lo saremo meritato. Peccato, perché la nostra è diventata una candidatura seria e credibile, proprio per come abbiamo reagito all’emergenza violenza. Anche in Grecia hanno seguito la nostra scelta».
Così mentre cala il sipario, preceduti dai grazie ai vice Coccia e Riva, Pancalli snocciola alcune cifre: un utile di esercizio per il 2006 di 11 milioni, l’aumento dei ricavi commerciali del prossimo quadriennio (153 milioni) e dei contratti di sponsorizzazione (negli ultimi tre mesi 42 milioni). Ora toccherà ad Abete. «Se la caverà, in un momento delicato». In eredità lascia il nuovo codice di giustizia sportiva. Tra le novità un «giro di vite» contro le dichiarazioni lesive, uno sconto di pena per chi collabori con le forze dell’ordine su episodi di violenza, il patteggiamento in primo grado e l’aumento della prescrizione fino a 8 anni in caso di grave illecito sportivo.