«Una Roma sempre con lo spirito di Lione»

Profilo basso contro i pericoli da appagamento. La Roma che non t’aspetti e te la ritrovi nei quarti di Champions deve voltare pagina e pensare al campionato. Dopo i fasti europei è il turno delle meno nobili incombenze nostrane. Questa sera all’Olimpico arriva l’Udinese, nulla di trascendentale, stelle non pervenute, solo qualche centrocampista dai grandi polmoni e piedi ruvidi. Ma l’impresa francese può aver avuto l’effetto di una sbronza per questo serve una Roma in formato Lione. «Dopo la partita di martedì ci può stare una certa rilassatezza - spiega Spalletti -. ma i miei sanno che il secondo posto è tutt’altro che scontato, del resto il vantaggio non ci autorizza a pensare che sia automatico». D’accordo ma il Palermo sta dimostrando di esser lì al terzo posto quasi per caso. «Per noi è importante evitare i preliminari». Ormai tutto ruota intorno a quella coppa dalle grandi orecchie. «Siamo stati capaci di non farli giocare quei francesi, di saltargli sempre addosso, di anticiparli, di accorciare. Temo il ricordo di quei momenti perché c’è il rischio di portarselo dietro, di rilassarsi. Il giorno dopo Lione abbiamo parlato tra di noi, la cosa che più ci ha fatto piacere sono stati i complimenti sul comportamento in campo». Il mister sa bene che col passaggio di turno la Roma può avere finalmente acquisito una rispettabilità, minata da troppi incidenti in campo e sugli spalti. Una Roma che sente l’importanza di una competizione che conta più di tutte. Importanza raccontata dal mister: «Chivu non se la prenda a male, ha preso una randellata da Fred al naso e ha continuato a giocare, senza risparmiarsi neanche di testa. In Supercoppa invece aveva lasciato la squadra in 10 senza che fosse necessario...». Altro aneddoto, invece, sull’acume di Pizarro che non sapeva di esser diffidato. «Affari suoi, la prossima volta si informi, noi la lista l’appendiamo sempre in bacheca..».
Finalmente si parla dell’Udinese. «Ritrovo ragazzi che mi hanno dato tantissimo e un ambiente che mi ha dato la possibilità di esprimermi al meglio». Comunque vada, per Spalletti difficilmente oggi comincerà un nuovo campionato. «L’Inter non entrerà in crisi per l’uscita dalla Champions, è una squadra che ha fatto grandi progressi sotto l’aspetto della maturità». Non ci sarà Chivu e nemmeno Panucci, appiedato dalla febbre.
Probabile formazione (4-2-3-1): Doni, Cassetti, Mexes, Ferrari, Tonetto, De Rossi, Pizarro, Taddei, Perrotta, Mancini, Totti.