Roma senza Totti cerca il passaporto per la Champions

Il capitano con una caviglia ko. Per la qualificazione basta il pareggio. Nel Valencia dimezzato dagli infortuni gioca Tavano

Marcello Di Dio

da Roma

L’ultimo match point europeo senza il capitano. Nella sera in cui la Roma può strappare il pass per gli ottavi di Champions (e sarebbe la prima volta da quando esiste l’eliminazione diretta) e incassare quasi tre milioni di euro, mancherà Francesco Totti. Ovvero l’anima della squadra che fra gli alti e bassi della Roma di coppa Campioni era stato tra i più positivi e stava attraversando un momento magico dal punto di vista fisico e realizzativo.
Tutta colpa di una botta alla caviglia destra rimediata sabato sera contro l’Atalanta. Nessun giallo, dunque, né tanto meno una pausa «diplomatica» in vista del derby con la Lazio di domenica. Il dolore c’è e ha impedito al numero dieci giallorosso di effettuare gli ultimi due allenamenti. Totti era pronto a dare il suo contributo, ma dopo che il fastidio ieri mattina era addirittura aumentato, gli esami svolti dai sanitari della Roma - ritenuti non necessari dal giocatore - hanno sconsigliato l’impiego. «Sarà recuperabile per il derby - si affretta a precisare Spalletti, che pure non riesce a frenare l’allarme -. Con un paio di giorni di stop e con una benda riuscirà a sistemare tutto. Forzando non si sa se avrebbe potuto giocare, andava valutato contro il Valencia e vedere la reazione, ma c’era il pericolo di un peggioramento».
Meglio dunque essere cauti, anche se il tecnico non può essere contento per questo fuori programma che complica ulteriormente le scelte per la partita di stasera. Considerando che anche Perrotta lamenta un danno alla caviglia, ma il centrocampista stringerà i denti e dovrebbe giocare in posizione più arretrata per supplire all’assenza dello squalificato Pizarro. La soluzione alternativa, meno probabile e meno gradita a Spalletti che pure l’ha sperimentata, è l’avanzamento in mediana di Chivu. Al posto di Totti, dovrebbe giocare Vucinic, in netto vantaggio sul Montella appannato di questi tempi, mentre Taddei farà il trequartista alla Perrotta con Cassetti a destra nella linea a tre dietro l’unica punta (esattamente come nella partita di andata a Valencia).
La squadra giallorossa è riuscita a complicarsi la vita in un girone mediocre dal punto di vista tecnico (eccezion fatta proprio per gli spagnoli, che hanno conquistato il primo posto in scioltezza). «Mi aspettavo una qualificazione difficile, anche se potevamo fare qualcosa di più, a Donetsk abbiamo sbagliato ma è difficile recuperare a livello mentale quando si gioca una partita ogni tre giorni», conferma Spalletti. Che decide di ripristinare il ritiro prepartita sia pure facoltativo. Inutile creare pressioni ulteriori al gruppo, che «non ha nulla da invidiare a quello dell’Inter, che ha qualcosa di più perché il progetto viene da lontano, sono 5 anni che i nerazzurri spendono milioni per fare il mercato».
Stasera alla Roma basterà un pareggio, ma potrà anche perdere se lo Shakhtar non vincerà ad Atene contro l’Olympiacos. Le sue caratteristiche - e la sfida in Ucraina lo ha dimostrato - non sono però quelle di un gruppo che può far calcoli in campo o amministrare il risultato. «Bisognerà stare attenti a non concedere niente e a fare di più dell’avversario», ammonisce l’allenatore giallorosso. Un piccolo aiuto dovrebbe arrivare da un Valencia giunto a Roma senza stimoli particolari e per di più decimato: tredici assenti tra infortuni e squalifiche, diciotto giocatori a disposizione con quattro giovanissimi (unico ricambio in attacco l’appena 16enne Aaron) e una formazione obbligata. Nella quale troverà finalmente spazio Francesco Tavano, motivo principale delle incomprensioni tra l’allenatore Flores e il direttore sportivo Amedeo Carboni (sette anni in giallorosso da calciatore). L’attaccante, utilizzato con il contagocce, è a caccia di rivincite: per di più l’anno scorso la punta di Caserta fece gol ai giallorossi con la maglia dell’Empoli. «L’insidia maggiore è quella di trovarsi di fronte a una squadra più debole o poco motivata e invece non sarà così», sottolinea Spalletti. Che vuole continuare ad ascoltare la «musichetta» della Champions anche a febbraio.