La Roma senza Totti? Nel derby è imbattuta

I giallorossi, che ieri hanno ricevuto la visita del presidente boliviano Morales, favoritissimi con la Lazio

Roma - L’assenza annunciata di Francesco Totti, il silenzio «imbarazzato» di Delio Rossi, un pronostico mai così sbilanciato a favore della Roma. A distanza di sei mesi esatti dall’ultima puntata, non certo da consegnare agli annali, torna il derby della Capitale che avrà spettatori d’eccezione il ct azzurro Donadoni, i campioni del nuoto (Magnini, la Filippi e Fioravanti) e la neocampionessa iridata di ciclismo Marta Bastianelli. La classifica parla chiaro: i giallorossi sono ancora la principale inseguitrice dell’Inter; i biancocelesti hanno una media punti che li avvicina pericolosamente alla zona retrocessione.
La Roma, che ieri ha ricevuto la visita del presidente boliviano Morales, affronta la stracittadina con molte certezze. Intanto si è tolta la fastidiosa etichetta di squadra Totti-dipendente. Il forfeit del capitano, che fa mancare al derby carisma e qualità tecnica, non sembra spaventare Spalletti («una grande squadra deve far bene anche senza di lui anche se è capace di darti l’imprevedibilità che ti può ribaltare una partita», dice il tecnico toscano). La storia racconta che senza Totti (27 i derby giocati, di cui 4 in Coppa Italia) i giallorossi non hanno mai perso la sfida con la Lazio: cinque assenze del numero dieci, due vittorie (una siglata dai gol di altri due illustri assenti di stasera, Taddei e Aquilani) e tre pareggi (fra i quali lo 0-0 della paura di due anni e mezzo fa, quando le romane lottavano entrambe per non retrocedere). Al posto del capitano, giocherà il Vucinic ritrovato. Che stasera, dopo i gol pesanti con Sporting e Milan, proverà a dare un dispiacere al suo ex allenatore. Quel Delio Rossi che, per ammissione dell’attaccante montenegrino, lo ha fatto crescere e lo ha aiutato nei momenti difficili all’epoca del Lecce.

In casa Lazio più ombre che luci. Difficile compattare un ambiente lacerato dalla spaccatura tra tifosi e società, dal momento no della squadra, dai numerosi infortuni che hanno messo a nudo una campagna acquisti discutibile ed evidenziato un organico insufficiente a reggere tensioni fisiche e mentali sul doppio fronte campionato-Champions. A tutto questo si è aggiunta la vicenda dell’intercettazione tra Delio Rossi e Lotito, che ha incrinato agli occhi del pubblico biancoceleste l’immagine del tecnico. Capace di un tuffo nella fontana del Gianicolo dopo la più netta vittoria della Lazio nel derby. E l’ultima provocazione arriva da un anonimo tifoso che ha provato a mettere in vendita il presidente su Ebay (il grande portale di aste on line) con un prezzo base di 0,01 euro.

Insomma, viste le premesse, il derby sembra avere un pronostico obbligato, con l’ex tecnico giallorosso Mazzone che consiglia a De Rossi di «non rifare il cucchiaio». Ma la stracittadina della Capitale ha regalato spesso sorprese. Lo sa bene il favorito Spalletti che parla della Lazio come di una «squadra scorbutica, che ha giocato bene gran parte delle partite che ha disputando e che sta pagando gli sforzi per i tanti impegni ravvicinati». Aggiungendo che «in una sfida come questa non c’è differenza tra le squadre che si incontrano, per le motivazioni che dà». La Lazio si attacca a queste motivazioni, al possibile recupero di Ledesma e alle parate di nonno Ballotta. Che a 43 anni e mezzo taglia il traguardo delle 200 partite in A. «Il derby arriva in un momento delicato. Però se vinci, come un miracolo si risolvono tutti i problemi». Infine una notizia curiosa: la Lazio ha restituito 4mila biglietti invenduti alla Roma. La fede biancoceleste vacilla?