Roma si conferma il paradiso dei pirati dell’audiovisivo

Rita Smordoni

Pirateria audiovisiva e spot elettorali. Ieri mattina l’assessore alla sicurezza Ferraro ha presentato alla stampa, nella Sala Gonzaga di piazza della Consolazione, il protocollo d’intesa fra la Polizia Municipale, la Siae e la Federconsumatori-Cgil contro il fenomeno della pirateria audio, software, musicale. Nella capitale il mercato nero del settore vive un periodo d’oro, conta il 30 per cento di tutti i cd e dvd taroccati smerciati in Italia. Contro l’ondata di illegalità il Comune finora ha fatto pochissimo, come dimostrano le migliaia di bancarelle sparse da anni in tutte le vie della città. Ma la Ferraro fa finta che siano improvvisamente piovute da Marte: «Bisogna liberare il territorio, combattere la criminalità organizzata» dice. A snocciolare le cifre è il comandante Carlo Buttarelli.
Nei primi 4 mesi del 2006 sono stati sequestrati 77.599 cd, 29.256 dvd e 9.249 videocassette, per un totale di 116.104 pezzi. Con un incremento del 25% rispetto ai primi 4 mesi del 2005, anno in cui sono stati sequestrati 269.059 pezzi: 204.362 cd, 62.715 dvd e 11.982 videocassette. L’accordo sottoscritto prevede una stretta collaborazione tra polizia municipale ed enti firmatari. «Anche se è da rivedere il sistema sanzionatorio - ammette Zanetti - che crea troppi tempi morti e forti costi di gestione per il controllo del materiale sequestrato, che sfiora diverse tonnellate ed è custodito nei depositi di via di Salone». Inoltre, «per combattere il fenomeno della contraffazione è importante dare una qualifica specifica al corpo dei vigili urbani» osserva Buttarelli.
Ma qui cominciano le dolenti note. Come fa la polizia municipale a contrastare il fenomeno se è sotto organico e priva di strumenti di protezione adeguati? Dietro la pirateria ci sono fiorenti organizzazioni malavitose. Capaci di mettere sul mercato nero film in dvd prima ancora che escano nelle sale. O videogiochi a prezzi più bassi del 20-30% di quelli nei negozi.
«Ma noi combattiamo gli abusivi, a volte protetti da pericolosi pregiudicati, praticamente a mani nude - lamenta l’Ospol - Senza neppure lo sfollagente». E i vuoti di organico? Mancano circa 2mila persone. Veltroni ha promesso, «grazie al nuovo governo» dice, 1.500 nuovi vigili entro 5 anni. E ha dato la colpa al governo Berlusconi per il blocco delle assunzioni. «Ma come fa a spararle così grosse? - replica il presidente dell’Ospol, Luigi Marucci - Un anno fa il Comune ha bandito un concorso per 300 vigili. A tutt’oggi non è stata fatta neppure la pre-selezione delle 90mila domande. Siamo in alto mare, e la colpa è tutta delle lungaggini bibliche e dell’inefficienza dell’amministrazione comunale. Altro che Berlusconi».
I numeri del mercato in nero della pirateria, poi, sono impressionanti. Il Comune in parte lo ignora, in parte finge di ignorarlo. I vigili nel 2005 hanno sequestrato 260mila pezzi, ora volgono verso i 300mila? Ma la Guardia di Finanza stima che nella capitale si smercino 3 milioni di pezzi solo per quanto riguarda i cd musicali. Il commercio illegale di videogiochi, per bambini ed adulti, smuove a Roma da solo un giro d’affari di 150 milioni di euro all’anno. Contro questo business, fiorente ed organizzato, quello del Comune è un cannone che spara ad acqua. Per di più il Campidoglio, proprio dove potrebbe intervenire con efficacia, volta la testa dall’altra parte. Il Comune, infatti, non si sogna neppure di bloccare le decine di spettacoli a pagamento che non pagano la Siae nei centri sociali: proiezioni, concerti, videogiochi sono un business a sei zeri per i no global. Ma chi li tocca? «Fanno di tutto - denuncia il capogruppo di An, Sergio Marchi - Musica dal vivo di alto livello, proiezioni di film di prima visione. Senza pagare imposte, Siae, niente. I centri sociali a Roma sono 35, la maggior parte in locali comunali. Ma il Campidoglio, che, come padrone di casa, dovrebbe controllare che la legge venga rispettata, stranamente fa finta di non vedere».