Roma si ferma per l’esercitazione

Alessia Marani

Un commando di estremisti mediorientali piombati a Roma in treno da Torino passando il confine francese con regolare visto d’ingresso, segnalati dai servizi segreti e pronti a seminare morte e terrore nella capitale. Quindi i tre attentati in rapida successione uno dopo l’altro, a partire dalle 9,30 al Colosseo, in via dei Fori Imperiali (primo «kamikaze» in azione tra la folla con l’esplosione di automobili), poi a 50 metri di profondità sui vagoni della metro «A» sotto la stazione di piazza della Repubblica (attacco devastante nell’underground), quindi un autobus che salta in aria a Corso Vittorio, all’altezza di via dei Baullari con il rilascio di sostanze chimiche micidiali. Bilancio della supposta mattanza: 26 morti e 312 feriti. Mezz’ora prima del via alla simulazione saranno sbarrati al pubblico i cancelli della metropolitana tra Manzoni e Ottaviano, verranno deviati bus e circolazione, la corsia preferenziale che da Ponte Garibaldi porta all’ospedale San Camillo sarà utilizzata solo dai mezzi di soccorso, mentre cittadini e turisti (diversamente da quanto si era annunciato all’inizio) saranno invitati a lasciare le aree «rosse» teatro delle «tragedie». Un «copione» di 400 pagine distribuito alle forze in campo (ai pompieri del prefetto Mario Morcone il coordinamento del soccorso tecnico urgente) che assegna «ruoli» e affida incarichi ben precisi. Anche quelli di reperire petardi e fumogeni (alla polizia), calcinacci e finte macerie (al Comune). Ma la pioggia prevista anche oggi sulla capitale e colpi di scena rischiano di aumentare a dismisura i disagi per i romani alle prese con l’ennesimo lunedì nero per il traffico e la rete dei trasporti pubblici. Nunzio D’Erme, irrefrenabile consigliere comunale no global promette battaglia. «Protesteremo attivamente contro questa pagliacciata», aveva infatti annunciato nei giorni scorsi. E, dunque, non sono esclusi colpi di scena. Al leader di Action replica secco Mario Cacciotti, presidente del gruppo di Forza Italia alla Provincia: «D’Erme & Co. debbono rendersi conto che il pericolo di attentati è reale e che la prevenzione è fondamentale». Niente di più che una «fiction propagandista» per il coordinatore politico dei Verdi, Paolo Cento, che aggiunge: «Prevarrà l’aspetto spettacolare e propagandistico. I romani avranno ancora più paura. Mentre siamo convinti che la vera prevenzione si attua cambiando la politica estera».