La Roma si mangia la Samp con un «cucchiaio» di Totti

Il rientro del Pupone ridà consistenza alla squadra ancora in convalescenza Samp in 10 per oltre mezz’ora

da Roma

Cassano è nella sua casa barese, davanti alla tv, ancora arrabbiato per quel giallo che gli ha fatto saltare il primo ritorno a Roma da avversario. Francesco Totti, che ha lavorato al meglio per giocare a tutti i costi questa partita, gli manda un messaggio a distanza, rispolverando uno dei colpi più celebri del suo repertorio e siglando nel finale la sua personale doppietta. Un classico alla Samp, diventata con undici reti segnate dal capitano giallorosso la sua vittima preferita. Il «cucchiaio» infilato a Castellazzi si rivela più prezioso del previsto perché sblocca la partita dopo diciotto minuti e ferma quella maledizione dal dischetto con cui la Roma ha dovuto fare i conti in questa stagione. Il gol segnato al 90’ poi fa tirare un sospiro di sollievo ai giallorossi, incapaci di chiudere il match in superiorità numerica, anzi rischiando qualcosa di troppo contro una Samp non certo esaltante.
«Ho ancora dolore, ma sto meglio», commenta alla fine Totti che lancia anche un segnale all’Inter. «Il campionato è ancora lungo e stavolta si chiuderà alla fine, non arriveremo a -20. Per quanto mi riguarda, spero nell’anno nuovo di dare continuità al 2007». Intanto la sua doppietta è una prima risposta ai nerazzurri, sperando che il Milan possa dare una mano oggi pomeriggio. Ma è soprattutto il congedo migliore dal 2007 visto che la Roma, decisamente involuta rispetto a qualche settimana fa, era un po’ sulle gambe e non riusciva più a essere brillante.
Riavvolgendo il nastro della memoria, la Sampdoria è nei ricordi più belli del capitano della Roma. E come lui stesso ha confidato poteva diventare la sua squadra una decina di anni fa. Negli occhi di molti c’è quel gol che Francesco Totti segnò a Marassi con un sinistro al volo che strappò gli applausi anche dei tifosi blucerchiati. Logico che il capitano giallorosso cercasse il sigillo nell’ultima serata dell’anno e logico che lo cercasse con un colpo ad effetto. I suoi gol sono l’unica cosa positiva di una serata in cui la Roma pare ancora convalescente. Meglio il secondo tempo del primo, a livello di quantità di gioco offerta, ma c’è ancora da migliorare se si vuole tentare un difficile inseguimento all’Inter.
La presenza di Antonio Cassano aleggia sull’Olimpico. Lo ricordano i cori offensivi rivoltigli dalla Sud, un chiaro messaggio su come la piazza vedrebbe un ipotetico (e in realtà immaginato solo dal calciatore) ritorno del fantasista a Roma. Manca anche l’altro ex, Montella, così Mazzarri concede una maglia da titolare a Bonazzoli (è la prima volta in questo campionato), il cui gol all’Olimpico nell’aprile di due anni fa regalò il successo alla Reggina dove militavano entrambi.
Spalletti lascia invece in panchina Mancini, proponendo Cassetti a destra nel tridente dietro Totti, il capitano recuperato in extremis dopo l’ennesima settimana tribolata, Vucinic sulla fascia sinistra con Tonetto, che torna a fare il terzino, alle sue spalle.
Il cucchiaio di Totti sul rigore è l’unico lampo in un primo tempo modesto dal punto di vista tecnico. La Roma cerca di fare la partita, conscia di dover interrompere la serie non brillante di questo mese di dicembre. Ma gli automatismi non sembrano così oliati come inizio stagione. Il rigore che Ferrari si procura con esperienza incanala il match a favore dei giallorossi, incapaci però di chiudere il conto, con Lucchini che grazia Doni da due passi. Più sprint nella ripresa, con l’espulsione di Volpi a dare un ulteriore vantaggio. Castellazzi si supera su Perrotta mentre Mancini non centra la porta, la Samp cerca di far male in contropiede e con il nuovo entrato Caracciolo sfiora il pari (grande l’intervento di Doni). Poi il gol di Totti, che sigla la sua terza doppietta stagionale e chiude i giochi con la Samp.