Roma si presenta con Mastroianni nel cuore

Pedro Armocida

da Roma

A pochi giorni dalla conferenza stampa ufficiale, martedì prossimo all’Auditorium, l’attesa «Cinema. Festa internazionale di Roma» continua a centellinare sapientemente parte del suo palinsesto. Così se la manifestazione fortemente voluta dal cinesindaco Walter Veltroni si snoda dal 13 al 21 ottobre, il giorno prima dell’apertura ci saranno due grandi eventi, uno al Teatro dell’Opera con Riccardo Muti a dirigere le musiche di Nino Rota alla presenza di Sean Connery a cui la Festa dedica un corposo omaggio, l’altro alla Casa del Cinema con l’inaugurazione dell'imponente retrospettiva dedicata a Marcello Mastroianni dal titolo L’eccezionalità di essere normali, accompagnata per l’occasione dalla riedizione della documentata biografia scritta da Matilde Hochkofler per Gremese.
A quasi dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel dicembre del ’96 a Parigi (città con cui aveva avviato un peculiare pendolarismo fin dal ’71), l’omaggio che Roma gli dedica, grazie all’appoggio della Cineteca Nazionale, di Cinecittà Holding e della Titanus, include ben 48 film tra gli oltre 132 interpretati. Felice Laudadio, curatore della rassegna nonché direttore della Casa del Cinema che ieri ha festeggiato i primi due felici anni di attività e che accoglierà anche una mostra fotografica dedicata all’attore (realizzata dal Centro Multimediale dell’Università di Pisa), spiega così la scelta dei titoli: «Sono i suoi più significativi tra i tanti, forse troppi, interpretati. Ma era lo stesso consapevole Marcello a confessare sorridendo d’aver voluto o dovuto accettare volontariamente anche delle “marchette”, parola sua. Queste non le abbiamo incluse». Poi ci sono quasi una decina di film di cui non esistono più le copie e quelli in cui Mastroianni è «solo» coprotagonista. Con una media di cinque proiezioni al giorno, si inizia alla grande la sera del 12 ottobre con due titoli felliniani (entrambi restaurati da Cinema Forever di Mediaset) Otto e mezzo e La dolce vita, film decisivo nella sua carriera che lo vedrà molte altre volte nei panni del latin lover dissipato. Un ricongiungimento ideale ma anche fisico grazie alla toponomastica romana che vede un «Largo Marcello Mastroianni» proprio di fronte alla Casa del Cinema e un «Largo Federico Fellini» a una cinquantina di metri di distanza, al culmine proprio della leggendaria Via Veneto della dolce vita.
Si prosegue poi con tutta la coinvolgente eterogeneità dei suoi ruoli alla presenza dei registi o dei colleghi con cui ha lavorato. Mario Monicelli lo ricorderà per I compagni e I soliti ignoti, Stefania Sandrelli per Divorzio all’italiana e Matrimonio all’italiana di Pietro Germi, Ettore Scola per, tra gli altri, Una giornata particolare e La terrazza, Paolo e Vittorio Taviani per Allonsanfan, Liliana Cavani per La pelle, Marco Bellocchio per Enrico IV, Francesca Archibugi per Verso sera e Roberto Faenza per Sostiene Pereira.
Infine verranno proposte decine di materiali televisivi raccolti da Rai Teche, oltre allo splendido film-confessione Marcello Mastroianni. Mi ricordo, sì io mi ricordo diretto dalla sua ultima compagna Anna Maria Tatò e le riprese dello spettacolo teatrale tratto da Le ultime lune di Furio Bordon (regia di Giulio Bosetti) con cui ha calcato le scene fino alla fine, riscuotendo uno straordinario successo di un pubblico affettuosamente ammirato.
Come si può ben vedere un percorso veramente unico nel nostro cinema, quello di un attore eclettico che quasi in punta di piedi è entrato nelle nostre vite riempiendo un immaginario collettivo comune accarezzato, per sempre, dalla sua voce flebile e gentile.