Roma, si stringe il cerchioattorno ai killer dei cinesi:incastrati da telecamere

Trovate impronte e dna su borsa, scooter e caschi usati per la rapina. Potrebbero essere incastrati da una telecamera di sicurezza e alcune testimonianze. L'unica supersite: <a href="/interni/delitto_roma_pista_killer_stranieri/08-01-2012/articolo-id=565819-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>"Parlavano italiano, ma avevano un accento dell'Est"</strong></a>. Sospetti su due magrebini<strong></strong><a href="/interni/delitto_roma_pista_killer_stranieri/08-01-2012/articolo-id=565819-page=0-comments=1" target="_blank"><strong><br /></strong></a>

Si potrebbero conoscere presto i volti dei killer che mercoledì sera a Roma hanno ucciso Zhou Zeng e la piccola Joy di soli 9 mesi. Dopo il ritrovamento della borsa con il bottino (abbandonata, pare, perché le banconote erno sporche di sangue) e di scooter e caschi utilizzati per la rapina, infatti, gli investigatori sarebbero riusciti a isolare le loro impronte. I due, che secondo la madre della bimba avrebbero "un accento italiano o dell'Est", potrebbero essere identificati anche attraverso l'esame del dna.

A incastrarli sono anche dalle immagini catturate da una telecamera di sicurezza che ha immortalato la fuga dello scooter con a bordo i due e le testimonianze sul casolare in cui è stata trovata la borsa, frequentato da tunisini, marocchini, romeni e maghrebini. E secondo alcune indiscrezioni i sospetti si starebbero concentrando proprio su due uomini di origine nordafricana. 

Continuano le indagini sulla vita e sull'attività di money transfer delle vittime: pare infatti che i 10mila euro trovati non fossero l'incasso del bar ma fossero destinati ad essere spediti all'estero. I rapinatori, però, conoscevano bene le abitudini della famiglia cinese, il che farebbe pensare ad un basista. Le tracce lasciate su borsa e motorino confermerebbero che non si tratta di "professionisti".