Roma Spalletti: «Dimettermi? Mai»

La penultima spiaggia o giù di lì. Faccia a faccia tra Rosella Sensi e Luciano Spalletti (con la partecipazione di Pradè e Conti) alla vigilia del match di campionato contro la Sampdoria. La patron gli ha ribadito la fiducia ancora per un po’. Ma intanto servono vittorie, a partire da questa sera. E non sarà facile visto che il mister si ritrova con un attacco d’emergenza. «Sono andato in presidenza a salutare la dottoressa Sensi - racconta il mister -. Voleva parlarmi, è stata carina a infondermi fiducia per superare il momentaccio. Insomma, un colloquio costruttivo che serve a dare fiducia a tutti».
Spalletti si sente a rischio ma da buon toscanaccio non se la sente di mollare proprio ora. «Mai pensato di dimettermi, neanche in queste ore convulse, amo troppo il mio lavoro, quando mi mancherà la voglia di far bene darò le dimissioni soprattutto se a chiedermelo sarà la società. Del resto quando le cose sono andate bene non sono andato a riscuotere nulla. Ho fatto il mio lavoro con massimo della professionalità».
Ancora una volta preoccupano le deboli ginocchia di Totti. «Siamo tra l’incudine e il martello. Francesco dovrebbe lavorare di più con noi, è stato con la squadre una settimana e abbiamo visto i risultati. Ora gli si è rinfiammato il ginocchio. Spero di riuscire a gestire al meglio la situazione. Ma con Vucinic e Baptista assenti faremo di tutto per averlo in campo».
In città, nelle tv e nelle radio locali si parla solamente della crisi giallorossa e le vie d’uscita non si intravedono se non nel mercato di riparazione a gennaio. E chissà che non sia troppo tardi. «Sono sicuro di riuscire a tirare fuori la Roma da questa situazione - promette Spalletti -. E ne sono sicuri anche i calciatori che in questi giorni di ritiro si stanno impegnando tantissimo. Certo, se qualcosa cominciasse a girare per il verso giusto...». Ma le responsabilità restano. «Quelli che comandano - aggiunge - hanno sempre più colpe. Le responsabilità sono molto più mie dei calciatori. Punizioni alla Mourinho? Ognuno fa come crede, ma nessuno gioca contro di me...». Spalletti è reduce dall’Udinese, una squadra molto simile alla Samp, stesso atteggiamento attendista; lancio lungo e fallo tattico il credo. «Ma anche l’Inter aspetta - fa notare -. È la scelta che paga di più. Però dobbiamo valutare meglio quando attaccare e quando difendere».
Due giornate a Gilardino con la prova televisiva. Se lo aspettava l’utilizzo dello stesso mezzo per l’ammonizione di Vucinic? «Mi sembra difficile, sennò vanno create altre possibilità - conclude Spalletti -. È più utile per i brutti falli, per le furbate (come quelle dell’attaccante della Fiorentina). Penso sia giusto così».