Roma, Spalletti suona la carica

Solo il profumo della Champions, quella giocata però, sa regalare emozioni uniche. Ancora 24 ore e la Roma saprà se dovrà accontentarsi, si fa per dire, del secondo posto in campionato o se farà parte delle magnifiche otto d’Europa. Il match di ritorno degli Ottavi contro il Lione vale la stagione e Spalletti ieri lo ha ripetuto fino alla nausea alla squadra.
Ventitrè anni dopo la sfortunata cavalcata terminata ai rigori contro il Liverpool, la squadra giallorossa si presenta al completo al «Gerland» di Lione per entrare nuovamente nella storia e dimostrare che quella vista ultimamente in campionato non è la vera Roma. Perché le prestazioni di Verona e Ascoli potrebbero indurre al pessimismo, non però Spalletti che ha voluto ribadire il concetto la sua squadra «è in grado di fare grandi prestazioni contro grandi squadre e smarrirsi contro avversari abbordabili». E siccome a Lione si gioca la sfida della vita la buona notizia per lui è che potrà contare su tutti i titolari: Mancini nella mezz’ora di Ascoli ha dimostrato di aver recuperato dal problema muscolare e partirà dal primo minuto, così come Taddei e De Rossi, che ieri si sono allenati regolarmente. Da valutare le condizioni di Vucinic, che comunque è stato inserito dal tecnico nella lista dei convocati.
Insomma, la migliore formazione possibile, anche se i due pareggi contro Chievo ed Ascoli non sono il miglior viatico, da un punto di vista psicologico, per avvicinarsi alla partitissima. Per questo nell’allenamento di ieri (indisponibili solo Aquilani, Martinez e Vucinic) Spalletti ha ordinato: contro il Lione, che ha recuperato tutti gli infortunati, niente cali di tensioni, la squadra dovrà ritrovare lo spirito e l’orgoglio perduto. È probabile che il tecnico provi a cambiare qualcosa rispetto alla gara d’andata dell’Olimpico. L’obiettivo è sfruttare al meglio gli spazi nelle ripartenze senza lasciare scoperta la difesa che in trasferta subisce gol ormai da 13 partite consecutive.